13 maggio 2014

alle mie Animebelle













In questo periodo
struggimento e nostalgia che di voi mi assale
è egregiamente accompagnato dalla fragranza dei fiori di zagara.

Chi si sveglia con questo profumo è persona fortunata, penso.

1 maggio 2014

...orgoglio italiano...

C'è solo l'imbarazzo della scelta, in questi giorni, a decidere qual'è la notizia che fa sentire più orgogliosamente italiani…

Mancino che sulla strage di Via D’Amelio si avvale della facoltà di non rispondere
I gravi fatti riguardati il Liceo romano permeati della più becera omofobia
Il fatto che solo la Serbia si trovi dietro di noi per il sovraffollamento nelle carceri
I segreti desecretati che non fanno luce sulle stragi
Gli applausi del Sin
dacato di polizia agli agenti che uccisero Federico Aldrovandi e riammessi in servizio
Le panchine montate a Bergamo fatte ad hoc per impedire ai clochard di sdraiarsi...
Ho la nausea e pensieri da cane direbbe Fossati (che manco lui lo sa che pensieri fa il cane, ma come me se li immagina)

Per fortuna, nel Sulcis, Montelargius e Santa Gilla si coprono del rosa dei fenicotteri che
quest’anno nidificano in maniera, pare, eccezionale

.

17 aprile 2014

Vento...


"[...] il vento, quello normale, allontana le cose che ci sono più leggere."

da: Roberto Delogu, L'anno di vento e sabbia, Hacca, 2013

27 marzo 2014

...due pensieri...

"[...] questo pensarvi vivi, liberi e scalzi
le tasche piene di sassi, la memoria di voi
che trema in noi
come una stella incoronata di buio."
[Da: P. Cappello, Mandate a dire all'imperatore, Crocetti, c2010]

9 marzo 2014

marzo

Alle mie Animebelle...
le giovani pratoline si lasciano baciare dal sole
sono lì per noi e per voi

1 marzo 2014

Migranti



Questa è la foto che ha vinto il prestigioso premio World Press Photo 2013.
Mi ha molto colpita per la poesia, involontaria, con cui racconta di una dolente umanità. L’umanità degli ultimi, certo…quella che ci cammina accanto, pressoché invisibile.
E’ una foto di John Stanmeyer, scattata sulla spiaggia di Gibuti, in notturna.
L’illuminazione arriva dalla luna e dai cellulari dei migranti che cercano di captare il segnale proveniente dalla Somalia per comunicare con i parenti.

Sembra una performance teatrale e invece sono palpiti autentici e potenti. Questo mi commuove della foto che, vale la pena ricordarlo, è stata premiata su oltre 100 mila provenienti da 132 Paesi.

22 febbraio 2014

post scriptum per Marina



Vorrei rispondere meglio al commento di marina  
al mio post Voli
Anche io ho imparato tanto da te e dal tuo blog
sai quanto ti sono grata per questo.

C’è stato un tempo in cui tutti ci scambiavamo tanto…
C’erano porte più aperte
Più leggerezza
Più curiosità e fiducia…
...ma non tutto è perduto...
crederci è consolatorio.
SEMANTICA DEL LUTTO

- Ti restano i ricordi
- Tutti siamo di passaggio
- Solo il tempo può guarire le ferite
- La vita deve andare avanti
………. ................. ......................
Alcune piccole verità e altre cazzate immense.

Il tempo non guarisce, casomai amplifica. Lo posso giurare.

“Il Signore dà, il Signore prende

Sparge sale sulle ferite che dovrebbe curare”

[dal film “The tree of life”]

Nella gola una necessità troppo spesso soffocata, come un urlo trattenuto:
il dolore non è come la mozzarella
il dolore, come del resto la gioia,
non ha una data di scadenza.
Viene mai in mente a qualcuno di porre la domanda:
“Ormai è passato del tempo…come mai sei ancora così FELICE?”























[Édouard Boubat - Parc de Sceaux, Cerisiers Japonais, 1983]

9 febbraio 2014

29 gennaio 2014

voli

Avrò senz'altro già scritto sugli stormi di storni...
È che c'è da incantarsi ad osservarli librarsi leggeri ed armoniosi. Ci si sente piccoli e disorganizzati al loro cospetto...E penso a quanti voli bassi riusciamo ad infliggerci, e a quante volte ci neghiamo la leggerezza di un volo a planare...
La Natura,  sempre  più maestra di vita


12 gennaio 2014

scriviamoci...

[Illustrazione di Raquel Pinheiro]

Tra le diverse passioni che mi animano ce n’è una che coltivo, da sempre:
è la corrispondenza epistolare.
Obiettivamente sono ormai poche le persone che amano la lettera cartacea, mal si combina con la frenesia dei nostri tempi. Eppure io l’ho sempre eletta a forma preferita di comunicazione. Regge ancora nonostante i molteplici mezzi telematici, senza dubbio più comodi e veloci, ai quali comunque ricorro con piacere …
Persino da ragazzina, e persino al liceo, scrivevo lettere a compagne e compagni che potevo vedere ogni giorno. Mi sembrava che quello che avevo da dire di importante, solo scrivendolo di mio pugno sarebbe veramente arrivato. Come una sfiducia atavica verso la parola detta.

Ho la fortuna di avere delle amicizie che assecondano questo mio piacere..
Un’amica in particolare, conosciuta nei primi anni del blog, che non disdegna la lettera cartacea e che, come me, nonostante tutto, non perde la fiducia nel buon funzionamento delle Poste italiane. Un’amica che mi scrive, regolarmente, che rende orgogliosa la mia cassetta per la posta.
Così può capitare di essere improvvisamente raggiunta da più lettere contenute in un’unica grande busta! Chi ama la corrispondenza può capire l’emozione di chi scrive e di chi legge.
Sapere che ci sono stati attimi di attenzione per me, scritti, poi messi in un angolo e infine raccolti e inviati, ha riempito il mio cuore che aveva ulteriormente bisogno di non sentirsi solo.
Ho qualche amica e qualche amico oltremare. Da sempre questi legami risentono della mia isolitudine. Eppure l’amore per la corrispondenza non nasce da questa urgenza di raggiungere l’altra sponda. E’ semplice bisogno di cura, di scambio, in una forma che per me sembra rimanere l’unica autentica, ecco.
Anni fa mi è capitato di leggere una striscia dei Peanuts in cui forse era proprio Charlie Brown a concludere sconsolato “Non c’è niente di più triste di una cassetta per le lettere vuota”, e io ricordo di essermi sentita assolutamente rappresentata da quel pensiero.

Quando mi è capitato di parlare dell’argomento, qualche volta mi sono sentita dire con aria sognante “eeeeh quanto è bello ricevere lettere…io ricevo solo le bollette da pagare!”.
“Ma tu scrivi?” chiedo io, convinta di seguire una certa logica, ma la risposta è
“nooooo! E chi ce l’ha il tempo?”
[??????????????????????????????????]
Come quella vecchina che diceva
- “Deo no appo bintu mai nudda” (non ho mai vinto niente)
 - “ma…a jogàdese?” (ma Voi…giocate?)
e lei candida
-“MAI in sa vida!” (mai nella mia vita!)
Così.

20 dicembre 2013

19 dicembre 2013

...preghiera
















Se esisti per davvero – fatti avanti,
sii nuvola, caprone, aviatore,
porta con te occhi, bocca, voce,
- chiedimi qualcosa, lascia che mi sacrifichi,
prendimi tra le braccia, proteggimi,
nutrimi con la settima parte di un pesce,
fammi un fischio, dissodami le dita,
ricolmami di aromi, di stupore,
- resuscitami.


[da: Nina Cassian, C'è modo e modo di sparire, Adelphi, c2013]

l'immagine, almeno lei vagamente natalizia, è presa dal web e mi piace soprattutto per gli animali raffigurati :-)

buone feste a tutti!

5 dicembre 2013

Addio Madiba

con riconoscenza e affetto


19 novembre 2013

cleopatra...

...la sfiga e l'avidità dell'uomo che costruisce sconsideratamente, mettendo continuamente a repentaglio l'ecosistema.
Profondo dolore per le vittime dell'alluvione...


18 novembre 2013

Doris

un saluto commosso e grato


9 novembre 2013

Respiri corti



"Esiste una stanchezza dell'intelligenza astratta ed è la più terribile delle stanchezze. Non è pesante come la stanchezza del corpo, e non è inquieta come la stanchezza dell'emozione. E' un peso della consapevolezza del mondo, una impossibilità di respirare con l'anima." (Pessoa)

Questa condizione esiste eccome, e aveva ragione da vendere il Poeta, il problema resta come gestirla. Come tutte le cose invisibili, a parte dio, è difficile persuadere la “massa” della sua terribile esistenza, anche se non sanguina visibilmente, o non costringe a bende, maschere cerotti o altri “presidi medici”…Esiste.
Non lo so, forse non hanno ancora inventato delle Tecniche di respirazione con l’anima...
La meditazione distende il corpo e tuttavia non restituisce alito all’anima che si sente soffocare…forse bisogna essere più bravi.
Respirare… il primo istinto e bisogno di un essere vivente Escludendo metodi artificiali e chimici, dunque, come si restituisce respiro all’anima?

Su twitter potrei usare questi hashtag
 #domande retoriche
#interrogativi puerili
#seimessapropriomale

E così parrebbe, invece voglio solo stare vicina a chi so in questi stessi panni, a chi in questa riflessione di Pessoa si riconosce. Siamo anime in tempesta. E le tempeste passano…occorre pazientare e tenersi al riparo. La mia amica romana, Giacinta, un giorno ha buttato lì una frase che la mia memoria ha custodito per anni e anni con affetto
“nella confusione…stare fermi e accendere le luci”.


Un abbraccio alle anime in apnea e a chi passa di qui e legge e qualche volta lascia una traccia. Capisco che seguirmi in questa veste non sia facile…Anche a chi mi scrive in privato perché non “frequenta i blog”...Un abbraccio e grazie.

1 novembre 2013

Animebelle





















E sono le vostre, e le mie con voi,
parole a mancarmi
Anime belle che mi siete state sottratte

Parole/Anime che non tornano

Pure, in questa mancanza, io
Non posso rileggerle, le vostre parole
Non posso sfogliare i vostri pensieri per me

Così dicono

Un divieto e un consiglio insieme
Occorre difendersi dall’assalto delle emozioni
Occorre farsi scudo
Guardare avanti
E solo poco alla volta indietro
Solo quando si è pronti
Poco alla volta

Devo proteggermi
Farmi scudo
Salvarmi
Guarire
Guardare avanti

E allora io,
di questa tagliente nostalgia…cosa ne faccio?