28 maggio 2008

Scrivimi

Scrivimi

Scrivimi e non stancarti mai di prendere una penna o pigiare sui tasti

Scrivimi dei tuoi risvegli, di come ti affacci alla giornata che si apre

E a farci caso, nessun risveglio è uguale a se stesso

Non nasconderti Non negarti Non mancare

Scrivimi di cosa lasci indietro

come stracci dimenticati

quando chiudi la porta

quando lasci il tuo rifugio

Scrivimi

Di quello che vuoi ch’io tenga fra le mani

Scrivimi di quello che mi fa compagnia

Riportami il tuo respiro!

23 maggio 2008

Pazienza come speranza...



Ho scattato questa foto in una giornata densa di emozioni. Di quelle che ti chiudono lo stomaco e ti rubano il sonno. Emozioni belle, indimenticabili, da scossa elettrica.

In un solo giorno anche questa grande emozione di vedere per la prima volta la nidiata di una gabbianella. Non potevo credere ai miei occhi! E dopo lo stupore, è arrivata l’immensa tenerezza per quella mamma paziente che vegliava sui suoi piccoli. Sola, con un mare in silenzio al suo cospetto, dava un senso di pace e di tempo importante, da vivere con pazienza e fiducia.

29 aprile 2008

La sicurezza



Per motivi di Sicurezza, il 2 aprile il sindaco di Firenze obbliga i mendicanti a…mendicare in piedi.

Oggi Rutelli dichiara di aver perso nella Sicurezza…

Il 27 aprile apprendo dai maggiori quotidiani italiani la sconcertante ordinanza del sindaco di Assisi che, Per motivi di Sicurezza, non solo intima l’allontanamento coatto dalla città di tutti i campi nomadi, ma vieta le chiese ai mendicanti. Provvedimento valido in un raggio di 500 metri da piazze e monumenti.

Si vuole salvaguardare i luoghi di culto e la decenza, dicono.

I frati del Convento si dichiarano d’accordo…

Ma come? Proprio la città del “Poverello”? Beh, Francesco d’Assisi non era certo un accattone, un mendicante, e i membri di un Ordine da lui fondato ignorano (per interesse) la Regola di San Francesco, che al punto 6 recita:

«I frati non si approprino di nulla, né casa, né luogo, o alcuna altra cosa. E come pellegrini e forestieri in questo mondo, servendo al Signore in povertà ed umiltà, vadano per l'elemosina con fiducia»

Ma…non sarà che questa acclamazione della Sicurezza, , questo concetto così importante, usato e abusato, di cui tutti vanno parlando nasconde un’atteggiamento fobico nei confronti di chi sceglie stili di vita diversi e non solo?Dietro la Sicurezza si cela forse una paura e una diffidenza che sempre più trova spazio nel cuore di tutti?

Ieri in un quotidiano locale leggo la notizia di un anziano ritrovato morto in casa dopo 4 mesi???? Come accade che un individuo all’improvviso diventa invisibile?

Ci saranno di mezzo anche qui i motivi di Sicurezza?

I vicini, i parenti, i conoscenti si saranno sentiti più Sicuri a non bussare alla sua porta per sapere se era tutto a posto?

E non sarà che stiamo correndo il rischio di chiamare Sicurezza quello che è Diffidenza e Indifferenza?

22 aprile 2008

La Storia siamo noi


Circa un paio di settimane fa, mentre la campagna elettorale volgeva al termine, Marcello Dell’Utri, degnissimo rappresentante della storia(della mafia) del nostro paese, ha dichiarato:

«I libri di storia, ancora oggi condizionati dalla retorica della Resistenza, saranno revisionati se dovessimo vincere le elezioni. Questo è un tema del quale ci occuperemo con particolare attenzione».

Così, dopo tale delirante promessa, occorre ricordare a questo integerrimo uomo di cultura le parole che Piero Calamandrei, un anno prima della sua morte, rivolse agli studenti milanesi


[...] Il mondo è così bello vero? Ci sono tante belle cose da vedere, da godere, oltre che occuparsi della politica! E la politica non è una piacevole cosa. Però la libertà è come l’aria. Ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent’anni e che io auguro a voi giovani di non sentire mai.

E vi auguro di non trovarvi mai a sentire questo senso di angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perchè questo senso di angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni giorno che sulla libertà bisogna vigilare, vigilare dando il proprio contributo alla vita politica...

Quindi voi giovani alla Costituzione dovete dare il vostro spirito, la vostra gioventù, farla vivere, sentirla come vostra; metterci dentro il vostro senso civico, la coscienza civica; rendersi conto (questa è una delle gioie della vita), rendersi conto che nessuno di noi nel mondo è solo, che siamo in più, che siamo parte, parte di un tutto, un tutto nei limiti dell’Italia e del mondo. Ora io ho poco altro da dirvi. In questa Costituzione c’è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre gioie. Sono tutti sfociati qui in questi articoli; e, a sapere intendere, dietro questi articoli ci si sentono delle voci lontane...[...]
Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove fuorno impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì o giovani, col pensiero, perché li è nata la nostra Costituzione.

[Piero Calamandrei, 1955]

17 aprile 2008

La maggioranza


Assisto alle più fantasiose analisi politiche, come tutti. Quello che oggi per esempio non sopporto è che si alimenti, speculandoci pure, e si dia credito all'ennesima sparata del Picconatore Cossiga su un possibile ritorno delle BR.... Come se quella parte di popolo che non è minimamente rappresentata abbia come unica risposta un'improbabile ricorso alle tristemente note pistole Skorpion! Ma dai! Io sono davvero preoccupata, non solo per il mio ventennale precariato che non vedrà una soluzione certo adesso, ma penso all'informazione, agli immigrati, alla giustizia, alla cultura, alle finanze e via dicendo...Ho paura di quello che Diliberto ha espresso molto bene a Ballarò...quel nuovo senso comune che Lui ha largamente creato con le sue televisioni private.

Contro questo modo di essere, sentire, pensare, agire così lontano da me non vedo lotta possibile. Ho paura di quell'esercito ridotto a consumatore ad oltranza, che inconsapevole muta valori e all’essere preferisce l’apparire. Ho paura degli arroganti e prepotenti. Ho paura dei pensieri e delle azioni xenofobe, razziste, intolleranti. Ho paura del neo liberismo. Ho paura di tutto ciò che esercita un controllo sociale. Ho paura di chi offre un modello unico a cui tutti è meglio si conformino. Ho paura del fiato sul collo che sentirà lo spirito libero che se ne va tranquillo per la sua strada, con i suoi pensieri puliti, e non ci pensa nemmeno a prevaricare sugli altri perché non è abituato a farlo e soprattutto perché gli altri non sono per lui dei pericolosi concorrenti nell’ascesa sociale, ma esseri umani. Ho paura dei bisogni indotti e di quelli reali negati. Ho paura di molte cose, sì.

"io, anche in una società più
decente di questa, mi troverò sempre con una minoranza di persone. Io
credo nelle persone, però non credo nella maggioranza delle persone. Mi
sa che mi troverò sempre a mio agio e d'accordo con una minoranza..."

[Nanni Moretti in Caro diario]


16 aprile 2008

Espressioni di voto

A parte che.................................... occorre partire da una spietatissima autocritica…

A parte il non voto, annunciato, organizzato, sottoscritto anche da famosi personaggi pubblici…

A parte che da quando è morto Berlinguer…

A parte che dalla scomparsa del P.C.I. …

A parte i compromessi…troppi…

A parte l’ingerenza, autorizzata e incassata, della Chiesa…

A parte le contrattazioni sindacali…

A parte la mancata difesa a spada tratta di minime conquiste come la 194..

A parte il mancato riconoscimento di fondamentali diritti civili delle coppie omosessuali e di fatto…

A parte il rifinanziamento delle missioni nei “teatri” di guerra, continuando a dichiararsi pacifisti…

A parte un programma elettorale che lo stesso avversario definisce (addirittura!)“sovrapponibile” per somiglianza…

A parte la mancata realizzazione di una legge sul conflitto di interessi subito subito dopo l’insediamento a Palazzo Chigi…

A parte il mancato segnale di discontinuità (anche minimo) dal governo precedente…

A parte il senso di NON appartenenza che si è lasciato generare e proliferare…

A parte tutto…il popolo della sinistra radicale-antagonista-estremista-ista-ista…

al momento senza alcuna rappresentanza politica…ANCORA INCREDULA RINGRAZIA!

13 aprile 2008

Aaaargh! Pauuuura?


...buon voto a tutti!

9 aprile 2008

Tornare a trovarsi

Sono tornata a cercarmi, tra le pieghe di gonne sciupate,tra la sabbia, tra giunchi maschi, buoni per farci i cestini.

Sono tornata per curiosare un po’, ma anche per divertirmi, per vedere di cosa sono capace e cosa invece non mi ha vista cresciuta. Sono tornata a sbocconcellare, chè qualcosa di buono deve esserci di sicuro.

Il vento può portare grandi sconvolgimenti e il mare può mandare lontana ogni cosa.

Ma io volevo tornare, per non lasciarmi sola troppo a lungo, per non lasciarmi orfana della mia identità. Sguardo limpido e impietoso a veder scorrere le mancanze, l’indifferenza che a volte può esserci, l’indolenza, la presunzione, la sfiducia…E occhi increduli ad ammirare la tenerezza, la solidarietà, l’amore per la campagna, per gli animali, per il mio lavoro, per la famiglia e gli amici. Ho applaudito alle conquiste fatte, alle cose realizzate nonostantetutto..

E mi è piaciuto soffermarmi a guardare le mie fortune confrontate con tutto il dolore del mondo intorno, che è sempre tanto e anche troppo.

Ho visto molta paura, ho visto grandi passioni, ho visto la forza delle mie mani e dei miei colori, ho visto risate, tante e rinnovate, ho visto ancora molta fragilità, e il doveroso piacere, sempre, della lotta.

Il segreto che ho scoperto in questo viaggio a visitare me stessa, è che il passato non è l’unica forma di vita possibile.

Questa era una cosa che non avevo ancora imparato e sono contenta di averlo capito :-)

[le parole del disegno sono di Giacinta]

28 marzo 2008

Il boia può attendere


Un altro piccolo passo avanti nella conquista dei diritti civili: la Corte d'appello Federale di Filadelfia ha annullato la condanna a morte per il giornalista afroamericano Mumia Abu-Jamal, nel braccio della morte dal 1982 Ora, quello che seguirà non restituirà di certo la libertà a Mumia, o si farà un nuovo processo o la pena di morte verrà commutata in ergastolo.
Di lui ho già scritto tempo fa, così riporto il riferimento di allora per chi volesse saperne di più

http://mumia.malcolmx.it/storia/caso.htm

Qualche anno fa ho letto su un muro

" finchè un innocente è in carcere nessuno di noi è libero"


23 marzo 2008

Inverno



Titolare un post "Inverno" il 23 marzo è curioso sì, ma..........è Natale o Pasqua? Vento e pioggia e freddo fanno dubitare di avere una perfetta cognizione del tempo!



Una sonnacchiosa serata d'inverno
non è mai abbastanza sonnacchiosa senza un gatto che dorme [Denise Hawkins]

...figuriamoci due! :-)))

22 marzo 2008

...un tramezzino di terra

Mi chiamo Roberto e ho 11 anni, vivo con mia mamma e un gattino arancione che si chiama Zac. Babbo ci ha lasciati due anni fa, diceva che qui non si trovava lavoro ma mia madre dice che l’ha fatto per inseguire la libertà. Infatti non si è più visto! Ho pochi ricordi di questa sua fuga, e di quando all’improvviso a tavola non eravamo più tre ma solo due. Ho pochi ricordi, solo l’uscita di scuola. Quando vedevo i compagni correre incontro al genitore che era venuto a prenderli e io invece, come se fossi già tanto grande, solo solo mi incamminavo per raggiungere casa. Ma quale passaggio! Ma quale tram! Era tutto calcolato, 12 minuti di strada se riuscivo ad arrivare prima che il passaggio a livello si chiudesse. Venti minuti se la sbarra era già chiusa. L’altro ricordo sono i silenzi della mamma che non finivano e non finiscono più e che fanno un rumore più forte di quello della tv e della radio messe insieme.

La strada del ritorno a casa è quasi sempre uguale. Costeggia un pezzo di campagna incolta, un pezzo di terra a forma di triangolo isoscele, dove sogno di costruire una casetta tutta per me e mia madre. Una casetta proprio in mezzo, e intorno tanti tanti alberi quanti ce ne possono stare dentro un triangolo isoscele. Qualche volta penso di scrivere al Presidente della Repubblica e chiedergli di impegnarsi per farci regalare quel fazzoletto dimenticato. Io sì che potrei farlo diventare un piccolo parco, non mi importa se intorno ci passano tante macchine e sicuramente c’è un inquinamento da paura. E’ per quello che è lasciato così, abbandonato. Infatti io non è che posso pensare ad una casa al centro, magari vicina alla scuola…Il Comune ci aiuta già con la casa dove stiamo adesso. Quando torno da scuola metto subito l’acqua per la pasta e apparecchio, così quando arriva mamma si fa in un attimo. Certi giorni, il martedì e il giovedì, mamma torna prima e allora sono io a trovare tutto pronto. Mamma fa le pulizie dai signori ricchi, si stanca molto e qualche volta torna di buonumore, altre volte invece arriva con la faccia storta e se la tiene per tutto il giorno, sta in silenzio e si muove a scatti. Quando è così, io mi sono abituato a non dire niente e a non fare domande. Tanto lo so che poi le passa, però mi dispiace. Quando invece torna di buonumore si vede perché compra dei fiori e li sistema con soddisfazione al centro della tavola. Anche la casa ha un bel profumo quando lei è tranquilla. Alcuni vicini dicono che ha un brutto carattere, ma solo perché non la conoscono. Teresa invece, la signora che vende le pentole giù per strada, dice sempre che mia madre è una “santa donna!”. Dice che a quei signorotti lei gli fa un baffo in quanto ad educazione, discrezione e buone maniere. Dice che quelli, i ricchi, sono tutta apparenza. Perché lei li conosce bene, ha lavorato per tanti anni da ragazza al loro servizio. Quelli a tavola, se gli capita mangiano peggio delle bestie, e dice che non si lavano per benino e che sono sciatti. Teresa sa parlare molto bene, perché legge moltissimo, un libro dietro l’altro. Qualche volta mi ha raccontato che si è anche presa una o due settimane di tempo prima di iniziare un nuovo libro, perché quello che aveva appena finito l’aveva riempita così tanto…Teresa mi piace molto, perché dice sempre quello che pensa e lo sa dire anche bene. Con lei è come se i tuoi pensieri più nascosti venissero fuori, come disegnati. E ha un sacco di cose da raccontare. Vado spesso a trovarla, quando mamma è al lavoro o quando è di cattivo umore. Mi piace da impazzire stare in quella stanza buia e stracolma di pentole di latta, di ogni dimensione. Ognuna fa un suono diverso. Teresa non lo considera solo un negozio, ma un pezzo della sua casa. Infatti dietro una porticina verde ci sono le scale per salire nel suo appartamento. Là dentro ci sono soprattutto libri. Libri e scatole piene di cartoline. Perché tutti conoscono Teresa, e tutti quelli che partono per un viaggio le mandano una cartolina, infatti lei che non ha mai viaggiato conosce la geografia e quasi tutte le capitali del mondo grazie alle cartoline. Me ne ha fatte vedere alcune che secondo me valgono molto perché la geografia, come dice il prof, cambia, e quella che era la capitale di uno Stato improvvisamente smette di esserlo. Dipende dalle guerre.

A me, nella campagnetta a forma di triangolo isoscele, mi piacerebbe viverci con la mamma e con Teresa insieme, perché avremmo sempre qualcosa di cui parlare, Teresa farebbe guarire mia madre dai suoi silenzi e io potrei tenere un cagnolino e pianterei girasoli davanti alle finestre. Questa sarebbe proprio una bella vita! E che ci vuole?

14 marzo 2008

Curiosità

Gli altri sono troppi, per me.

Ho un cuore eremita. Sono

impastata di silenzio e di vento.

Sono antica.

[Mariangela Gualtieri, da Senza polvere senza peso]

mi sono regalata questa raccolta di poesie che desideravo da tanto. E' stato come vedersi messa a nudo leggere questi versi, mi ci sono vista in ogni singola parola e immagine ed è stato quasi imbarazzante. Potenza della poesia! :-)

13 marzo 2008

Guccini per Ingrid

Mentre leggevo un servizio di approfondimento su Ingrid Betancourt, sono venuta a conoscenza di un singolo registrato da Guccini e a lei dedicato. La versione originale francese è di Renaud Séchan


NELLA GIUNGLA

Per tre anni nella giungla,
in catene innocente,
circondata da folli
utopisti del niente,

Che ti fan prigioniera,
Un ostaggio tenuto
dalla falsa guerriglia
che da tempo han perduto

E che un tempo voleva
legge e libertà
sputa sulla giustizia
e un ostaggio sei già,

Per la donna che eri
oggi e nella vita,
ma dai loro fucili
la vittoria è svanita.

Ingrid noi ti aspettiamo
e vicini ci avrai,
libertà non avremo
finché tu non l'avrai

Per tre anni nella giungla,
in catene innocente,
ed i tuoi carcerieri
sono dei delinquenti,

che ti citano Stalin,
che ti leggono Mao
come fosse un poeta,
come fosse Rimbaud;

Forse tu come me,
li hai creduti anche ieri
figli di Che Guevara,
di diritti forieri,

Ma la lotta finale,
il gran giorno sognato,
sono l'odio ed il male
e il denaro intascato

[…]

Io non so dire il nome
della gente che là
è tenuta in prigione
senza la libertà,

Senza un volto né storia,
ossa fatte e calcina,
in un mondo che ha reso
la barbarie regina

Dei signori di droga,
di un potere corrotto,
di un regime fantoccio
hai pagato lo scotto

E cantando per te
ora Ingrid, ti dico
che combatti una lotta
contro un doppio nemico

[…]

Da tre anni nella giungla,
in catene innocente,
con il vento che soffia
sul tuo viso paziente

Perché resterai sempre
forte in quella deriva
la tua sola vendetta
è di restare viva

Per la gente che ami,
per chi lotta con te
è spezzare le catene
che non spezzano te

Il tuo nome e' bandiera,
Ingrid Bétancourt
di una lotta che vuole
libertà e niente più

Ingrid noi ti aspettiamo
e vicini ci avrai,
libertà non avremo
finché tu non l'avrai


11 marzo 2008

Corrispondenze d'amorosi sensi


Mi piacciono i gesti galanti. Le persone che hanno garbo, gentilezza nei modi. Non c’è niente da fare, per molte cose mi sento fuori tempo, che ne so! mi incantano i cosiddetti galantuomini, che sono ovviamente una specie in via d’estinzione.

Mi sono trovata a riflettere su queste cose leggendo un carteggio tra Kahlil Gibran e Mary Haskell (per il momento edito solo dalle Paoline).

A parte i sentimenti che scorrono nelle pagine, mi emozionano appunto la gentilezza e l’amabilità che emergono e che restituiscono un’immagine ancora più completa di questo amato autore libanese.

E ancora, torno a interrogarmi sulla lettura di carteggi e diari. Mi accosto sempre ad opere del genere, con una sorta di pudore, quasi stessi ficcanasando su intimità che non dovrebbero riguardarmi. E’ un sentimento che provo sempre, inevitabilmente.

E’ curioso pensare che mentre il diritto morale di un autore in generale non soffre di nessuna limitazione temporale, poiché può essere esercitato, morto l'autore, dai soggette a lui legati da vincoli di parentela o coniugi, la durata normale dei diritti di utilizzazione economica delle opere dell'ingegno è "per tutta la vita dell'autore e sino al termine del settantesimo anno solare dopo la sua morte"

Qualcuno aspetta che trascorra questo tempo imposto, prima di far soldi a palate sulle confidenze di uno scrittore. Qualcuno aspetta per puro interesse letterario, per studi sull’argomento, per semplice curiosità..

A volte dubito del confine tra informazione e indiscrezione.

Ma….mi dico quanto avrei ignorato se non avessi letto la corrispondenza tra Virginia Woolf e Vita Sackeville-West, o quella tra Kafka e la sua amica Milena, le lettere dal carcere di A. Gramsci, o quelle dalla Resistenza…e via dicendo.

E quanto sembra di comprendere meglio anche l’opera di un autore, o alcuni frammenti storici attraversando i suoi diari o la sua corrispondenza.

Bene, oggi sono in preda a questo genere di riflessioni (sterili?).

Sarà che al momento, come cantava il poeta, ho “tanto tempo ed anche il lusso di sprecarlo”?????



8 marzo 2008

Per non dimenticare, ancora...


Un abbraccio forte a tutte le donne vicine e lontane. A quelle che amo e a quelle che non conosco. Un abbraccio di unità e collaborazione. Un abbraccio di protesta, anche, e di solidarietà.

5 marzo 2008

L'indignazione non basta!



Da www.beppegrillo.it

Quando un operaio muore i politici di destra, di sinistra e di centro si indignano.
Quando un operaio muore domani Prodi fa il decreto legge.
Quando un operaio muore Topo Gigio Veltroni candida gli industriali, “ma anche” un sopravvissuto della Thyssen Krupp.
Quando un operaio muore Ichino dice che “Da noi manca la cultura delle regole”.
Quando un operaio muore il Presidente della Repubblica soffre e auspica in televisione.
Quando un operaio muore Maroni dice “Non è colpa dei governi, perché le leggi ci sono”.
Quando un operaio muore nessuno parla della legge 30, dei precari, dei ricatti che subiscono, della legge del padrone e degli estintori vuoti “altrimenti vai a casa”.
Quando un operaio muore, oggi Fassino e D’Alema, ieri Berlinguer e Pertini.
Quando un operaio muore il padrone ha già messo i soldi da parte.
Quando un operaio muore la vedova e i figli finiscono in mezzo a una strada.
Quando un operaio muore i sindacati dichiarano uno sciopero di solidarietà di due ore.
Quando un operaio muore la colpa è del casco, se l’è cercata.
Quando un operaio muore la colpa è che se si lamentava per l’insicurezza veniva licenziato subito perché precario.
Quando un operaio muore è un assassinio, quasi sempre.
Quando un operaio muore faceva un lavoro a rischio, doveva succedere.
Quando un operaio muore si danno incentivi alle aziende che diminuiscono gli incidenti e non si chiudono quelle che producono i morti.
Quando un operaio muore è perché la sicurezza è troppo onerosa per la Confindustria.
Quand
o un operaio muore è un fatto di business, qualcuno ci ha guadagnato sopra.
Quando un operaio muore se faceva il politico campava cent’anni.


3 marzo 2008

Vento

Vento impetuoso di maestrale.

Tutto sembra avere un suono diverso quando tira un forte vento… a volte sembra di essere diventati sordi! Il vento spinge le vele, alimenta i fuochi, accompagna bufere. A volte inquieta, perché vorresti fermarlo, perché questo movimento è troppo, e vorresti dire basta…silenzio!

Ma il vento…spinge tutto più in là, come a dire che le cose continuano ad esistere anche se le cambi di posto. E soprattutto, il vento gioca. Con le fronde degli alberi, con le imposte che sbattono, gioca con i fogli di giornale caduti a terra, e li fa sollevare, gioca coi capelli e nasconde i visi, con i panni stesi ad asciugare, con le bandiere issate, con le onde del mare…

Gioca con tutto quello che non si oppone.

Rimanere ancorata a terra come un vecchio albero, quando tutto intorno sembra voler spiccare il volo, è ciò che devo impormi in questi giorni di smisurata pazienza.

Leggerezza, sottrazione di peso. Il vento sembra riempirsene. E questa espressione di leggerezza mi fa sognare. E mi fa fare sogni così (come quelli del disegno)


29 febbraio 2008

Fame d'amore



Tempo fa ho pubblicato un questionario a tempo sul rapporto col cibo. Ora credo di dover riferire i risultati a quelli che, gentilmente, hanno espresso il loro voto. In realtà il tipo di questionario che avevo in mente prevedeva che le risposte venissero formulate dai votanti, e non essere io a indicarle…Il desiderio era quello di sentire delle “voci fuori dal coro”, purtroppo questa piattaforma mi ha permesso di compilare il questionario solo in questo modo.
Con tutto quello che accade intorno a noi, appare forse superficiale occuparsi di rapporti col cibo. Pare un problema fittizio, proprio dell’opulento occidente.
E’ così, è una dannazione di questa parte del mondo che ha troppo, mentre un’altra parte muore di fame.
E’ così, ma il problema c’è e ignorarlo sarebbe da struzzi.
Le persone che sono affette da gravi disturbi alimentari, e le famiglie intorno a loro, vivono spesso in assoluta solitudine questo forte disagio. E’ un problema serio che purtroppo riceve attenzione quando una modella si lascia morire di anoressia, poi cade nel dimenticatoio. Si sa, tra cibo ed emozioni c’è un rapporto circolare, la sottrazione o l’abuso di cibo in molti casi è fame d’amore.
Da anni mi documento sull’argomento, e dopo un’attenta osservazione, i punti che ho individuato e sottoposto nel questionario, sono questi. A lato i risultati:
  • Il cibo è strettamente legato alla sfera emotiva 4 (26%)
  • è puro soddisfacimento di bisogni fisiologici 3 (20%)
  • è un approccio edonistico alla vita 6 (40%)
  • è legato alla sfera sessuale 3 (20%)
  • è un momento di condivisione 7 (46%)
  • è una forma di accettazione della vita 2 (13%)
  • la scelta del cibo rivela ciò che siamo 7 (46%)
  • altro 3 (20%)
Tornerò a parlare , forse, dell’argomento.
Grazie a tutti quelli che hanno partecipato. Grazie davvero :-)

21 febbraio 2008

19 febbraio 2008

Riconoscimento speciale!

Premio D eci e lode

Assegnato da Frida


E così...senza neanche battere ciglio...ho avuto questa bella sorpresa dall'amica Frida! Esattamente come chi me l'ha assegnato, ho scarsissima dimistichezza con i premi in genere...e però... come non sentirsene lusingata? Al di là del premio in sè, è ovviamente l'attenzione che si conferma ad emozionarmi stasera. Non pensavo di arrivare a nessuno, visito blog dove trovo decine e decine di commenti e il mio è così...disadorno di commenti! Poi, lo so, non sempre commentiamo ciò che ci piace, talvolta i pensieri e le parole degli altri meriterebbero più spazio e quindi alla fine lasciamo perdere rinunciando al commento.
Sono una persona molto riservata, non amo essere notata, e in questo mio stile
anche lo scarso via vai dei visitatori virtuali ci stava bene. Non è un cruccio ma, sempre, motivo di riflessione.
Frida mi assegna questo glorioso riconoscimento con queste parole


"è con vero piacere che assegno questo premio ad una donna intelligente e sensibile, il cui blog - a dimostrazione che forse il numero dei commenti non sempre è direttamente proporzionale alla qualità degli scritti prodotti - riceve pochissimi commenti.

Lei è Arnica Montana"


"Premio D eci e lode"


Che cos'è?

"D eci e lode" è un premio, un certificato, un attestato di stima e gradimento per ciò che il premiato propone.

Come si assegna?

Chi ne ha ricevuto uno può assegnarne quanti ne vuole, ogni volta che vuole, come simbolo di stima a chiunque apprezzi in maniera particolare, con qualsiasi motivazione sempre che il destinatario, colui o colei che assegna il premio o la motivazione non denotino valori negativi come l'istigazione al razzismo, alla violenza, alla pedofilia e cosacce del genere dalle quali il "Premio D eci e lode" si dissocia e con le quali non ha e non vuole mai avere niente a che fare.

Le regole:

1. Esporre il logo del "Premio D eci e lode", che è il premio stesso, con la motivazione per cui lo si è ricevuto. E' un riconoscimento che indica il gradimento di una persona amica, per cui è di valore (nel post originario c'è il pratico "copia e incolla");


2. Linkare il blog di chi ha assegnato il premio come doveroso ringraziamento;


3. Se non si lascia il collegamento al post originario già inserito nel codice html del premio provvedere a linkarlo (nel post originario c'è il pratico "copia e incolla");


4. Inserire il regolamento (nel post originario c'è il pratico "copia e incolla");


5. Premiare almeno 1 blog aggiungendo la motivazione.


Queste regole sono obbligatorie soltanto la prima volta che si riceve il premio per permettere la sua diffusione, ricevendone più di uno non è necessario ripetere le procedure ogni volta, a meno che si desideri farlo. Ci si può limitare ad accantonare i propri premi in bacheca per mostrarli e potersi vantare di quanti se ne siano conquistati.

Si ricorda che chi è stato già premiato una volta può assegnare tutti i "Premio D eci e lode" che vuole e quando vuole ( a parte il primo), anche a distanza di tempo, per sempre. Basterà dichiarare il blog a cui lo si vuole assegnare e la motivazione. Oltre che, naturalmente, mettere a disposizione il necessario link in caso che il destinatario non sia ancora stato premiato prima.

Grazie Friduccia!

E così, con tutto il cuore, assegno anche io , a mia volta, il premio ad una persona speciale che illumina i giorni e le pagine, che ci fa camminare sulla pelle delle sue parole...Dedico e assegno il premio D eci e lode a una presenza opportuna