Sono tornata a cercarmi, tra le pieghe di gonne sciupate,tra la sabbia, tra giunchi maschi, buoni per farci i cestini. Sono tornata per curiosare un po’, ma anche per divertirmi, per vedere di cosa sono capace e cosa invece non mi ha vista cresciuta. Sono tornata a sbocconcellare, chè qualcosa di buono deve esserci di sicuro.
Il vento può portare grandi sconvolgimenti e il mare può mandare lontana ogni cosa.
Ma io volevo tornare, per non lasciarmi sola troppo a lungo, per non lasciarmi orfana della mia identità. Sguardo limpido e impietoso a veder scorrere le mancanze, l’indifferenza che a volte può esserci, l’indolenza, la presunzione, la sfiducia…E occhi increduli ad ammirare la tenerezza, la solidarietà, l’amore per la campagna, per gli animali, per il mio lavoro, per la famiglia e gli amici. Ho applaudito alle conquiste fatte, alle cose realizzate nonostantetutto..
E mi è piaciuto soffermarmi a guardare le mie fortune confrontate con tutto il dolore del mondo intorno, che è sempre tanto e anche troppo.
Ho visto molta paura, ho visto grandi passioni, ho visto la forza delle mie mani e dei miei colori, ho visto risate, tante e rinnovate, ho visto ancora molta fragilità, e il doveroso piacere, sempre, della lotta.
Il segreto che ho scoperto in questo viaggio a visitare me stessa, è che il passato non è l’unica forma di vita possibile.
Questa era una cosa che non avevo ancora imparato e sono contenta di averlo capito :-)
[le parole del disegno sono di Giacinta]






















