10 agosto 2012
malgré toute
28 luglio 2012
nessuna poesia
19 luglio 2012
in questo afoso pomeriggio estivo
con la tua mano impossibile la fragile mezzanotte
e la tua mano valeva la mia vita, e molte vite
e le tue labbra quasi mute dicevano cos’era il pensiero.
Passai una notte incollato a te come un albero di vita
perché eri soave come il pericolo
come il pericolo di vivere di nuovo.
[Leopoldo María Panero]
16 luglio 2012
Spot
13 luglio 2012
piazze
9 luglio 2012
come i salmoni
7 luglio 2012
Celeri
“No. Per questa domanda, oltre a valere la risposta sopra, concedimi anche il beneficio del dubbio. Chi prenderebbe seriamente un tentativo di violenza a una capra malata? Il popolo antagonista non brilla certo per l'attaccamento all'igiene! Non credo a quello che, sicuramente in malafede, sostengono questi personaggi!”.
21 giugno 2012
segnaletica
15 giugno 2012
attualità
ci vuole un grande consenso, una grande credibilità politica
e la capacità di colpire esosi e intollerabili privilegi"
Enrico Berlinguer
9 giugno 2012
chiedere
2 giugno 2012
...la Gatteria di maggio
25 maggio 2012
un piccolo frangente
21 maggio 2012
19 maggio 2012
12 maggio 2012
...dal carretto degli interrogativi
5 maggio 2012
pensandola...sempre
1 maggio 2012
la vita è il costo del tuo lavoro
di Edoardo Nesi
Il costo del tuo lavoro è la vita. La tua vita. Sei un'operaia e vai ogni giorno a lavorare in uno scantinato. Lo scantinato è un opificio. Una maglieria. Tu confezioni maglie. Un giorno cominci a sentire strani rumori che non hai mai sentito prima.
Sono come dei gemiti, degli scricchiolii. Non vengono dalla strada vicina, o dalle macchine davanti alle quali lavori. Vengono dalle mura del palazzo. Ti chiedi cosa possano voler dire. Non puoi accettare che siano ciò che pensi. Ti dici che forse è normale sentire degli scricchiolii, in un palazzo così vecchio. E continui ad andare a lavorare. Ogni giorno. Ti chiedi se non dovresti parlarne con qualcuno. Coi sindacati, coi vigili. Con la polizia. Coi carabinieri. Ma non lo fai. Ti scordi di farlo. Preferisci scordarti di farlo, forse. Ogni giorno vai avanti, e torni lì, a lavorare. Perché devi. Devi pagare la spesa, i vestiti dei bambini, il mutuo. Continui a lavorare. È quello che fai, che hai sempre fatto. Lavori sepolta in uno scantinato per combattere la concorrenza di altri disgraziati come te. Sei impegnata in una competizione crudele con altri lavoratori che lavorano in altre fabbriche, in tutto il mondo. Fabbriche probabilmente più sicure dello scantinato in cui lavori tu. Ma non importa. Devi lavorare e lavorerai. Non credi davvero possibile che un palazzo possa cadere. E poi, proprio su di te. Ti dici che queste cose è molto difficile che succedano. Che non succederà proprio a te.
Il costo del tuo lavoro è la tua vita, ragazza mia. E non dovrebbe essere così. Non è giusto che sia così. Non quando con il tuo lavoro stai producendo parte dell'eccellenza mondiale. Il Made in Italy. Perché non importa quale sia la qualità delle maglie che produci. È merce fatta in Italia. Ha un valore misurabile, e lo si applica a ogni straccio e a ogni accessorio che venga prodotto nel nostro Paese. Da chiunque. Decine e decine di migliaia di cinesi sono venuti e continuano a venire a lavorare in Italia, chiusi in scantinati come il tuo, per poter produrre merce Made in Italy. Sei parte di una catena di lavoro che un tempo era una cosa gloriosa, ragazza mia, l'orgoglio e il vanto della nostra nazione, e oggi invece non ha più alcun senso. Ricordalo, e salvati.
25 aprile 2012
...io vorrei bussare ad ogni porta
** I coniglietti di mandorle fresche sono una tradizione che mi viene da Margherita, donna sicula forte e testarda verso la quale porto molto affetto
1 aprile 2012
di tali cose
23 marzo 2012
blog e diari di bordo
La mente umana è avvezza a viaggiare con la fantasia. Penso sempre nel bene e nel male, perché siamo tanto abili ad immaginare cose fantastiche e inarrivabili, quanto a figurarci catastrofi e tragedie greche. Ma ci sono cose che proprio mai ti saresti aspettato, neanche nei momenti di più cupo pessimismo. Cose che non si potevano mettere in conto, cose a cui mai e poi mai e poi mai avresti potuto abituarti.
La morte di Scricciola, che non è arrivata al suo 30° compleanno, rappresenta anche questo per me. Una cosa inimmaginabile che genera un tempo nuovo nel mio cuore.
Per questo le ultime pagine del mio blog sono così tristi da imbarazzare persino me, ma è questo che c’è nelle mie giornate e nelle notti agitate.
Questo blog aveva inizialmente l’intento, non so se l’ho mantenuto, di segnare quello che si fermava nei miei giorni. Ero abituata, negli assembramenti studenteschi prima, e in un’altra famiglia che ho avuto poi, a compilare diligentemente un diario di bordo, dove si annotavano i lavori della casa e della campagna, ma anche tutti i momenti in comune con gli amici. Chiunque poteva scriverci su.
E a quel diario, in particolare, voglio molto bene.
Così, una volta aperto il blog, ho miseramente tralasciato il mio Diario di bordo, che col blog non può essere sostituito. Semplicemente perché con questo mezzo che io ho creato e che gestisco irregolarmente, non ho la confidenza e l’intimità che sentivo col vecchio diario.
Scusate l’amargura di questi ultimi tempi, e se possibile cercate di capire.
Un caro saluto a tutti i miei lettori e a quelli di passaggio








