Mi sono regalata recentemente l’ultima pubblicazione di Mariangela Gualtieri che è una poetessa che amo molto, e ho capito che per me una raccolta di poesie è così: ad una prima lettura, mai ordinata, mi accosto come se aspettassi, aprendo a caso, di trovare quei versi che mi folgoreranno. Ad una prima lettura, c’è sempre, dentro una raccolta, quella che sembrerà rappresentare LA poesia. Ma a rileggere…a rileggere soprattutto in momenti diversi, i versi lanciano frecce, scuotono, fanno stare imbambolati a pensare…Quelle parole scelte e così sapientemente combinate è proprio a me che parlano. Può succedere anche con la prosa, certo, ma a me accade in special modo con la poesia e con certe poesie che sono per sempre.
In questi giorni che necessito di speranza, soprattutto della capacità di trasmetterla, mi è venuta in soccorso questa poesia.
E la lettura di questi versi, l’obbedienza del regno, ha regolato meglio il mio respiro.
Cadono comandate
le pigne. Sopra tutto si gingilla
il tempo.
Cadono le aghe dei pini quando è ora.
C’è obbedienza nel regno.
Uova schiudono piccole piume
ordinatamente il bruco
penetra nel’invitante polpa.
Circola un bene
spintona o trattiene
un volo alto sostiene
anche noi siamo parte.
[da: Mariangela Gualtieri, Bestia di gioia, Einaudi, c2010]
Forse la poesia non salva la vita, però sicuramente la sostiene





