13 marzo 2008

Guccini per Ingrid

Mentre leggevo un servizio di approfondimento su Ingrid Betancourt, sono venuta a conoscenza di un singolo registrato da Guccini e a lei dedicato. La versione originale francese è di Renaud Séchan


NELLA GIUNGLA

Per tre anni nella giungla,
in catene innocente,
circondata da folli
utopisti del niente,

Che ti fan prigioniera,
Un ostaggio tenuto
dalla falsa guerriglia
che da tempo han perduto

E che un tempo voleva
legge e libertà
sputa sulla giustizia
e un ostaggio sei già,

Per la donna che eri
oggi e nella vita,
ma dai loro fucili
la vittoria è svanita.

Ingrid noi ti aspettiamo
e vicini ci avrai,
libertà non avremo
finché tu non l'avrai

Per tre anni nella giungla,
in catene innocente,
ed i tuoi carcerieri
sono dei delinquenti,

che ti citano Stalin,
che ti leggono Mao
come fosse un poeta,
come fosse Rimbaud;

Forse tu come me,
li hai creduti anche ieri
figli di Che Guevara,
di diritti forieri,

Ma la lotta finale,
il gran giorno sognato,
sono l'odio ed il male
e il denaro intascato

[…]

Io non so dire il nome
della gente che là
è tenuta in prigione
senza la libertà,

Senza un volto né storia,
ossa fatte e calcina,
in un mondo che ha reso
la barbarie regina

Dei signori di droga,
di un potere corrotto,
di un regime fantoccio
hai pagato lo scotto

E cantando per te
ora Ingrid, ti dico
che combatti una lotta
contro un doppio nemico

[…]

Da tre anni nella giungla,
in catene innocente,
con il vento che soffia
sul tuo viso paziente

Perché resterai sempre
forte in quella deriva
la tua sola vendetta
è di restare viva

Per la gente che ami,
per chi lotta con te
è spezzare le catene
che non spezzano te

Il tuo nome e' bandiera,
Ingrid Bétancourt
di una lotta che vuole
libertà e niente più

Ingrid noi ti aspettiamo
e vicini ci avrai,
libertà non avremo
finché tu non l'avrai


2 commenti:

Ally ha detto...

"...in un mondo che ha reso
la barbarie regina..." orrore, orrore, orrore!

Anonimo ha detto...

Terribile...terribile... Quando vedo la sua immagine, i servizi su d lei, ammutolisco dal dolore, dall'orrore...vorrei quasi urlare, ma non esce alcun suono ...
Giovanna