17 novembre 2009

Sprechi

Mentre in questi giorni si svolge a Roma il vertice della FAO sulla sicurezza alimentare, mi piace ricordare la storia di Tristam Stuart, un giovane ricercatore inglese che all’età di 15 anni decide di allevare una scrofa (!). Nell’intento di risparmiare sui mangimi per nutrirla inizia a recuperare gli scarti delle mense scolastiche o dei negozi del paese. Se ogni esperienza ha qualcosa da insegnarci, Tristam Stuart impara dalla sua quanto spreco c’è nel mondo, così inizia a mangiare scarti gratuiti, alimenti ancora perfettamente commestibili ma scartati. Comincia ad estendere la sua ricerca per molti anni in tutto il mondo, intervista allevatori e responsabili di grandi industrie, comuni cittadini con idee innovative…vuole testimoniare quanto della catena alimentare viene sprecato. In questo mondo che vive ancora e sempre il dramma della fame e della povertà estreme. Questo mondo povero e sciupone.

E’ recentemente uscito un libro in cui racconta la sua esperienza, la sua militanza nel freeganismo… [Tristam Stuart, Sprechi, Bruno Mondadori, 2009]


“[...]mangiare gli scarti non è una soluzione, è stata per me una provocazione, una forma di protesta: una maniera per dimostrare che quel cibo non dovrebbe essere buttato via[...]”.


…e l’uomo è ciò che mangia, o ciò che spreca?

I 17mila bambini che muoiono al giorno pesano su tutti, pesano in special modo sui paesi ricchi che hanno la faccia tosta di piangere la crisi. Pesano sulle parole di scandalo lanciate dal papa dal suo palazzo d’oro. Può esserci crisi peggiore della morte per fame?

9 commenti:

la signora in rosso ha detto...

hai ragione quanto spreco! non abbiamo più il gusto del riciclaggio...leggerò il libro di T Stuart. Ciao arnica, a presto!

giardigno65 ha detto...

No, non c'è ...

Angelo azzurro ha detto...

Credo sia una delle morti peggiori. Dovrebbe pesare su tutte le coscienze che sprecano senza ritegno...

marina ha detto...

ho visto il tipo, un ragazzo molto ragionevole, non un fanatico
ciao, marina

giulia ha detto...

Davvero non c'è. E detesto tutta la retorica che accompagna quelle morti. Con i relativi soldi che si spendono perchè la si faccia.
Sempre combattiva, amica care. Grazie per il tuo affetto che ho sempre sentito

amatamari© ha detto...

Tanti e tanti anni sono passati da quando vidi per la prima volta montagne di frutta bellissima gettate e sacrificate alla logica del mercato.
La stessa logica economica internazionale vuole che i paesi poveri continuino ad essere depredati e razziati da signorotti locali armati dall'occidente.
La coscienza sporca si lava con la FAO, la facciata amorevole omicida.
Quando ci solleveremo da tutto questo comprendendo che l'altro potremmo essere noi?

Giovanna ha detto...

Il problema è che deve svilupparsi una coscienza diversa...ossia, due giorni prima della scadenza...o anche al termine, quando comunque la roba è ancora buona dovrebbe essere portata nei tanti centri di assistenza, di ricovero...e fatta consumare. Mia cugina ad es dà i resi della pasta fresca, ravioli e quant'altro proprio a queste associazioni, alcune gestite da religiosi...oppure le porta negli agriturismi per far nutrire gli animali( e su questo storcerai il naso lo so ;-((( )Insomma, tutto è preferibile allo spreco!

riccardo uccheddu ha detto...

Dici benissimo tu, Arnica e dice bene anche Amatamari.
Questa che a molti sembra una (pur tristissima) fatalità dipende da scelte economiche ben precise.
E la crisi e la fame, che non sono "questioni psicologiche", in un'economia globalizzata dilagheranno anche nel cosiddetto Primo mondo.
A volte, penso anche che ce lo meritiamo.
Ma in realtà, se lo meriterebbero i dorati pescecani che "regnano" sul mondo.
Ciao.

Arnicamontana ha detto...

Giovanna: non storco per niente il naso, figurati!!! No allo spreco in assoluto, e nutrire gli animali non lo è.
Riccardo: grazie della visita, dopo passo a curiosare da te