5 settembre 2009

Parole/due

Pur essendo una persona silenziosa le parole mi piacciono. Esistono, si sa, silenzi ben più eloquenti di mille parole, ma il silenzio è spesso un lusso e le parole necessarie. Mi è sempre piaciuto immaginarne ed evocarne di possibili…Parole che conosco, altre che vorrei sentirmi dire o pronunciare senza risparmio o timore. Parole che fanno bene e rigenerano.

Mi piacerebbe restituire ad alcune il senso perduto, perché un senso le parole ce l’hanno.

A volte anche più d’uno a voler essere puntigliosetti.

“Le parole esistono, perché non usarle?” diceva il grande Eduardo.

Invece vedo svilupparsi, anche in me lo confesso, una forma di diffidenza sempre più manifesta, una sorta di stanchezza, di insofferenza addirittura, verso le parole…

Perché è vero che talvolta sono inutili o abusate, e forse persino menzognere…In questo periodo non riesco a pronunciarle ma trovo sempre necessario leggerle e allora voglio riportare stralci di una poesia che le benedice, le esalta, restituisce loro forza e potere.

A partire dal titolo: Canto d’amore per le parole


[…] Perché abbiamo paura delle parole

quando tra di loro vi sono parole simili a campane invisibili,

la cui eco preannuncia nelle nostre vite agitate

la venuta di un’epoca di alba incantata,

intrisa d’amore e vita?

Allora perché mai abbiamo paura delle parole?[…]


[…]Domani ci costruiremo un nido di sogno di parole,

in alto, con l’edera che discende dalle sue lettere.

Nutriremo i suoi germogli con la poesia

e innaffieremo i suoi fiori con le parole.

Costruiremo un terrazzo per la timida rosa

con colonne fatte di parole,

e una stanza fresca inondata di ombra,

protetta da parole.

Abbiamo dedicato la nostra vita come una preghiera

chi pregheremo… se non le parole?

Nazik al-Mala’ika (Iraq)

[Da: Non ho peccato abbastanza : antologia di poetesse arabe contemporanee, Mondadori, 2007]

L'immagine riproduce L'alfabeto dei corpi di Howard Schatz

per i dettagli cliccare qui






15 commenti:

progvolution ha detto...

viviamo tempi difficili in cui le parole sono sempre più svuotate di senso.
A volte neanche ce ne accorgiamo, ma lo spirito dei tempi ci influenza inconsciamente.
Ciao Arnica

marina ha detto...

Le parole contengono il mondo. Per questo ne abbiamo paura.
solo una ipotesi, marina

lodolite ha detto...

la mia ipotesi è che, a volte, le parole non riescono ad esprimere il groviglio di emozioni e sentimeti che ci si agita dentro devastandoci, e sembra che le parole banalizzino tutto.
s.

Arnicamontana ha detto...

Prog: bello ritrovarti...Hai ragione, lo spirito dei tempi ci influenza, però forse il segreto è cercare di tenersi il più possibile in contatto con la propria essenza. Anche se conosco la tua teoria sulla vacuità delle parole, le tue parole oblique e contorte mi mancano, sappilo.

Marina: è un'ipotesi molto plausibile!

Lodolite: vorremmo che le parole superassero in potenza emozioni e sentimenti, quando non accade(magari proprio banalizzando)le parole stancano.

Dona ha detto...

Giuste considerazioni sulle parole ma pure i silenzi hanno la loro risonanza!
Un caro saluto
Dona

Lara ha detto...

Splendido l'alfabeto dei corpi, cara Arnica.

Le parole sono necessarie eccome: purtroppo di questi tempi siamo imbottiti di parole e ci serve il silenzio non più per il piacere in sé, ma per difenderci.
Tante parole possono essere equivocate, false, ma almeno altrettante sono una carezza al cuore perciò indispensabili.
ANCHE questo è un bellissimo post.
Complimenti e grazie cara amica!
Lara

Giovanna ha detto...

"Quel mucchio di parole usate ed abusate ritornano a sedurre Non sono più le stesse, coi venti hanno ascoltato con gli echi gareggiato e con lunghi silenzi hanno lottato. E sono tanti gli uomini e poche le parole, e ogni volta ciascuna si fa in quattro per riuscire a parlare. Sul foglio abbandonato si vanno a collocare ambigue ed ibridate di niente ammaestrate ed ebbre come sempre riprendono giocare. "( M. De Lorenzo )

Cara Angela, è nell'home del mio blog, tanto mi aveva affascinata e mi affascina sempre ...Quanto sono importanti le parole, e per quante cose vengono usate...e quanto ci mancano a seconda del bisogno che ne abbiamo in momenti complicati e dolorosi..." un bel tacer, non fu mai scritto"...ma ma quante sono belle le parole...SINCERE!
Un abbraccio! :-)

Lorenzo ha detto...

Le parole hanno un fascino particolare. Conservano in se talvolta una vera e propria magia elettrizzante e catturano e cullano ed interrogano!

desaparecida ha detto...

Sai mai come quest'anno ho sentito la mancanza delle parole!
E' stato incredibile il bisogno che ne ho avuto e come qsto bisogno sia stato invece fagocitato dal sienzio.

Le parole dette sono importanti così come i silenzi di chi sa parlare,ma preferisce tacere.

Quando le cose accadono,o se ne parla o rimane il silenzio,lasciano un segno ugualmente..
se l'occhio non vede,se l'orecchio non sente,il cuore duole lo stesso.

Dò molto valore al silenzio,ma credo che bisognerebbe ri-imparare ad usare le parole,e dare il senso che meritano!

PS=la splendida poesia è tratta da uno dei miei libri preferiti,l'ho comprato il secondo giorno che è uscito in italia!

Un abbraccio :)

Lara ha detto...

Cara Arnica, buona giornata.
Non so come dirtelo ma ti è stato aggiudicato un Premio.
Lo trovi sul mio blog. Non c'è bisogno di proseguire la catena, ma questo è già stato scritto .....
Spero che tu voglia accettarlo, è stato dato con affetto, ammirazione, simpatia.
Lara

giardigno65 ha detto...

mi hai fatto venire in mente questi versi :

Vieni. Lascia che le parole
si cullino indolenti
nel prato della fantasia,
che il tuo corpo nel mio
spiumi selvaggiamente a uno a uno
i petali di questa notte”.
Charis Vlavianòs


la X della foto è notevole

Arnicamontana ha detto...

Dona: bentornata :-)

Lara: proprio così, alcune parole sono delle carezze al cuore e io ne ho bisogno...Grazie della tua generosa e fedele presenza (per il premio ti ho già scritto). Un bacio :-)

Giovanna: grazie della citazione, ricordo di averla vista per la prima volta sul tuo blog...E com'è che finiamo sempre a parlare di sincerità? ti abbraccio mia cara amica

Lorenzo: bentornato anche a te, mi piace la tua idea...catturano, cullano e interrogano. Queste ultime mi rimangono incollate addosso :-)

Desaparecida: capisco e condivido quello che dici, io a volte ho proprio bisogno di parole che scalfiscano il mio silenzio, al quale rischio di affezionarmi. Grazie, ti abbraccio anch'io

Giardigno: ti ringrazio delle visite e dei versi che mi lasci oggi :-)
A me dell'alfabeto dei corpi piace soprattutto la T e la X.
Armonia purissima...

amatamari© ha detto...

Delle parole che diventano sostanza
si nutre la vita.

Grazie, bellissima riflessione!

dalloway66 ha detto...

"Anche lui aveva una parola. Amore, lo chiamava. Ma era da un pezzo che avevo fatto l’abitudine alle parole. Sapevo benissimo che quella parola era come tutte le altre: semplicemente una forma per riempire un vuoto."
(William Faulkner, Mentre morivo)

La parola spaventa perché è uno strumento imperfetto... come tutto ciò che ci concerne...
un bacio

rom ha detto...

Ci sono parole e parole. Parole per dire e parole per non dire.
Ma c'è una cosa, una cosa cosissima, che mi ronza ronzissima siccome calabrone nella stanza delle parole - una cosa esprimibile in parole, ovvio, per questo sta in quella stanza. Ed è: come la mettiamo con quell'affermazione che in principio era il verbo? Non credo che intendesse, quella frase famosa famosissima, il verbo come parte grammaticale del discorso, per cui potrei dire: ah!, no, in principio era il sostantivo, o l'articolo. No: dice verbo per dire parola.
Allora, se così è, come la mettiamo con quell'affermazione che in principio era la parola?
In principio è la parola?
La scienza, quella che dobbiamo ringraziare nello stare qui a ticchettare su una tastiera di un arnese magico se di ciò siamo felici, usa le parole: non sarebbe mai stata sufficiente l'intuizione, l'immaginazione, la fantasia, a mettere a punto teoricamente e produrre quanto la scienza ha messo a punto e prodotto, anche se intuizione preverbale, immaginazione e fantasia servono eccome, anche agli scienziati. Ci vuole la matematica, la logica, cioè la parola, per questo. Va bene: viva la parola.
C'è poi la poesia, capace di farci vedere l'invisibile, capace di rendere respiro placato tanti sfuggenti opprimenti affanni umani. Va bene: viva la parola.
Ma, ronza ronzissima: in principio è la parola?
Quella di uno che dice: sono di gran lunga il miglior presidente del consiglio che l'Italia abbia avuto nei suoi 150 anni di storia?
Per dire, un esempio. A me, che la parola sia all'inizio, sembra una balla biblica assai pericolosa.