16 aprile 2009

strade

[in Gallura, gennaio 2008]

Due strade trovai nel bosco

Io scelsi la meno battuta

È per questo che sono diverso


[Robert Lee Frost]


Questi meravigliosi versi, resi probabilmente più celebri dal film L’attimo fuggente, penso siano tra quelli di cui ho discusso più a lungo...

Essere diversi rispetto a cosa? Almeno rispetto alle scelte, allo stile di vita, alle priorità, alle aspettative comuni…Diversi laddove lo si sceglie ma anche perché capita. Diversi ad oltranza. Diversi a tutti i costi. Diversi perché si sappia che il pensiero imperante non è il nostro, perché non ci si vuole mischiare con “certa gente”. Diversi e fieri di esserlo.

Siamo tutti dei diversi. Sappiamolo.

Sono salita su un autobus, nel pomeriggio, ed eravamo tutti diversi da tutti.

La signora seduta di lato con le buste della spesa tra i piedi era diversa dal signore impettito che pretendeva di leggere comodamente il suo giornale come se si trovasse sul tavolo del suo salotto, e sbuffava seccato ad ogni urto dei passeggeri in piedi.

Il ragazzino che avevo di fronte adorava, per niente segretamente, il suo amico magro e molto più alto di lui (tutti e due sembravano usciti da una tavola di Gipi), lui era diverso da quello seduto dietro di loro che sghignazzava e urlava coi suoi compagni. Io ero molto diversa da una giovane donna stanca, con un bambino sul passeggino e l’altro in grembo. Entrambe eravamo diverse dalla distinta signora che capitava su un autobus eccezionalmente solo perché il marito era fuori per lavoro e la sua macchina era in panne. Tutto il mondo è diverso.

Ma il senso di comunione, le affinità… curano. Abbiamo bisogno di attenzioni e cure e conferme.

A dispetto della nostra originalità, della nostra strada meno battuta, è dello sguardo consenziente su di noi che abbiamo bisogno. Alla fine, noi, col nostro mondo speciale, non ci bastiamo.

Meglio stare vicini.



22 commenti:

forsenonstotroppobene ha detto...

Abbiamo bisogno di tutt'e due. Abbiamo bisogno di stare vicini per avere la forza di scegliere la strada meno battuta di noi stessi.
Grazie, Arnica...

guglielmo ha detto...

Temo che la strada meno battuta sia quella meno frequentata, ma forse si forse si fanno (pochi ma) buoni incontri. -:)))

rom ha detto...

Sguardo consenziente... e dissenziente, a seconda delle diversità viste.
Sguardo non indifferente, è il tuo, era il tuo che ti faceva vedere le diversità sull'autobus: fosse stato indifferente alla realtà di quelle persone, non avresti distinto nessuno.
Le diversità sono preziose. L'amore sarebbe impossibile, senza diversità. Siamo nati tutti da una dall'incontro di due persone diverse, necessariamente anche fisicamente diverse.
Mi veniva da scrivere: ed è l'opposto dell'indifferenza, l'amore - poi mi sono fermato, perché l'affermazione è vera e non vera, nel senso che per vedere le diversità dobbiamo mettere in campo un investimento affettivo che può essere chiamato amore, ma a volte quella persona, che abbiamo visto per quello che è, che abbiamo distinto nella sua diversità, non è amabile e non la amiamo.

giorgio ha detto...

Brava! Ottimo post!
Mi trova del tutto d'accordo e mi ricorda la famosa frase di Gaber:"Tutti sullo stesso tram, ma ciascuno col suo biglietto".
Questo tema della diversità di ciascuno di noi pur nel fondo umano profondo e uguale che ci unisce e collega tutti, è la base del vivere sociale. Ne dovremmo parlare tutti i giorni con tutti.

Lorenzo ha detto...

Già tutti diversi... eppur tutti uguali, provenienti dalla stessa matrice... siamo davvero un mistero! :) Che bello!

Lara ha detto...

Ora capisco il tuo riferimento alla sincronicità che hai lasciato sul mio blog :)
Cara Arnica, quei versi di Robert Lee Frost, li ho imparati prprio guardando "L'attimo fuggente" ...

E' vero, siamo tutti dei diversi!
A volte fieri di esserlo, a volte inautentici, solo per apparire anti-conformisti.
E' nella diversità che possiamo incontrarci meglio.
Come sempre, hai scritto un bellssimo post, cara Arnica!
Un abbaccio forte,
Lara

Angela ha detto...

Mai soli e solipsisti diversità come ricchezza perché si metta in comune.
grazie Arnica, dai pensieri vitali!

progvolution ha detto...

La diversità non sempre è una scelta, una volontà di distinzione da “certa gente”. A volte è una situazione ontologica indipendente dalla volontà.
Siamo tutti diversi, ma, parafrasando Orwell, qualcuno è più diverso dagli altri e la vicinanza si allontana
Sussurri obliqui

Arnicamontana ha detto...

fnstb: sicuramente è così, abbiamo bisogno di entrambe le cose, di essere presi per mano ma anche di camminare da soli col nostro ritmo.

Guglielmo: le strade trafficate sono piene di gente che si scontra anche fisicamente senza vedersi. Nelle strade meno battute ci si vede meglio ;-)

Rom, appunto, le diversità sono preziose, dici bene, qualcuno le vive come una croce da portare, ma io penso che sempre arricchiscano

Lorenzo: la bellezza del mistero umano, a saperla accettare...

Lara :-) anche la sintonia cura!

Angela e Giorgio: ad ognuna/o separatamente...mi siete mancati!
Giorgio, parliamone con tutti!

Prog... parlo di entrambe, della diversità ontologica appunto e di quella scelta. Però non vedo la diversità come qualcosa che allontana, qualcuno sarà pure più diverso dagli altri ma è sempre una questione di prospettiva. Io che sento lo sguardo degli altri sulla mia diversità non sono differente quando sono io a posare il mio di sguardo su quella altrui. Così mi sembra...

la signora in rosso ha detto...

è nella diversità che siamo uguali. Nella diversità c'è l'incontro con l'altro. La diversità è un dato di fatto è l'obiettivo che deve essere comune. Buona giornata

Dona ha detto...

La diversita' ci accomuna, certo.
L'importante e' stare bene per cio' che siamo e cio' che facciamo nel rispetto di chi ci sta appresso.
Un abbraccio
Dona

Sabatino Di Giuliano ha detto...

9 miliardi di persone, 9 miliardi di universi...
fieri di esserlo, diversi ed universi!

forsenonstotroppobene ha detto...

Ehi, non mi parlate a sproposito di ontologia, per piacere, eh. Chi parla male, pensa male (secondo il grande Nanni)

Arnicamontana ha detto...

fnstb: ehi bambina filosofica...non so Prog, io ho usato il termine nel senso di "essere comunque reale", magari maldestramente in senso di "oggettivo"...ma non sono per niente all'altezza di una discussione puramente filosofica eh! quindi mi ritiro in buon ordine. D'accordo col grande Nanni ;-)

Signora in rosso: "la diversità è un dato di fatto"...e come no?buona serata (ormai)

Dona: mi piace il tuo "stare bene per ciò che siamo"...più che importante, fondamentale

Sabatino: bellissimo "diversi ed universi"

forsenonstotroppobene ha detto...

;)

Angelo azzurro ha detto...

Siamo tutti dei diversi, Per me è una consapevolezza che apprezzo. In natura niente è uguale o si ripete: ogni essere umano è unico e anche con i suoi difetti, è apprezzabile per questo. Certo è che nella sua complessità, l'uomo forse più di tutti ha bisogno di conferme e di attenzioni su di sè. Abbiamo bisogno uno dell'altro, non possiamo negarlo.

Lucia ha detto...

Ma è davvero l'aspetto fisico, la stanchezza, il gusto sessuale, la pretesa di comodità o quant'altro la diversità che ci caratterizza? E non c'è invece -al di là di questo- un essere ormai inconsciamente tutti troppo simili nel pensiero, nella mancanza di consapevolezza e di saggezza, nel trincerarsi dietro il proprio egoismo, nell'immergersi beatamente dentro pregiudizi collettivi, nello schierarsi aprioristicamente in un branco "familiare" sacrificando il proprio senso critico in virtù dell'appartenenza ad una cerchia, seppur minore,di frequentatori di strade meno battute....?
La diversità è preziosa. Doverosa. Da difendere e tutelare ad ogni costo. Ma DEVE essere unita in una autentica rete di "relazione" che è il secondo grande elemento che davvero oggi manca nella società. Nonostante i circoli, i partiti, le palestre, i reality, facebook et similia. Relazione che vuol dire non comunanza di idee e di comportamenti...ma di fine. Come le cellule di un corpo, i suoi tessuti ed i suoi apparati.

Le strade meno battute non sono automaticamente le più giuste, nè quelle percorse dai più intrepidi...a volte camminare soli è più facile, meno doloroso, meno pericoloso. Come fare la suora di clausura o l'eremita. Perchè manca la sfida, e la continua sconfitta, del creare "relazione"...

Giovanna ha detto...

Sai cara Angela una piccola constatazione che mi sento di fare qual'è? Che tutti amano definirsi DIVERSI e naturalmente nell'accezione di MIGLIORE rispetto agli altri. Poi, alla resa dei conti, scopri la realtà vera, e capita così di sentirsi sempre più diversi, nel senso di essere incompatibile con quegli altri di cui abbiamo pur di bisogno per vivere. E allora, se è vero che non possiamo bastare a noi stessi, che se nel nostro piccolo mondo non permettiamo l'ingresso dell'altro simile o diverso da noi, tutto diventa sterile e improduttivo, è anche vero che, se diamo la chiave d'accesso a chi si scopre essere un millantatore, il nostro piccolo mondo può venir distrutto!
Un abbraccio!

Vincenzo Cucinotta ha detto...

Si è aperta una discussione davvero complessa, perchè è facile dire uguali e diversi, ma allora bisognerebbe indagre uguali in cosa e diversi in cos'altro. Infine, questa discussione porta al problema dell'identità, in cosa consista la nostra propria identità. E' un problema enorme.
Io però vorrei riprendere le considerazioni di progvolution, che condivido. Magari, per non farmi sgridare da fnstb, non userò il temrine ontologicamente, ma la considerazione che siamo tutti diversi pur essendo simili mi sta un po' stretta. E' chiaro che esistono spinte istintive (quindi persino preculturali) che ci spingono verso strade diverse l'un l'altro, mentre dall'altra parte l'angoscia della solitudine ci rende più simili. E' chiaro quindi che oscilliamo tra due modelli diversi.
Ma è anche vero che la spinta all'omologazione tranquillizante tende a prevalere nella gran parte delle persone: questa direi è la norma.
Esiste poi una fascia piuttosto ristretta di persone che proprio non possono essere come gli altri, e che, nei casi in cui ciò è autentico, non ne godono certo di questo loro destino. Essere soli, magari un po' più liberi, ma sicuramente più soli, è sempre un peso grave.

Anonimo ha detto...

Ciao, la foto che ho pubblicato è stata proprio scattata in Sardegna
l'estate scorsa, credo quindi si tratti dello stesso luogo.
Dovrei averne un altra con una prospettiva diversa....se la trovo...
bibi

lalia ha detto...

"Non dire niente, so che mi capisci e la tua comprensione mi fa paura. Ho una grande paura di trovare un'altra persona simile a me, eppure desidero trovarla.
Sono assolutamente sola, ma temo che il mio isolamento venga interrotto e di non poter più governare il mio universo.
Mi terrorizza la tua comprensione, quella che ti consente di penetrare nel mio mondo, perchè allora sarei manifesta e dovrei dividere il mio regno con te."

Anaìs Nin
"La casa dell'incesto",1958

giulia ha detto...

"Ma il senso di comunione, le affinità… curano. Abbiamo bisogno di attenzioni e cure e conferme".

E' vero carissima, troppo vero. Purtroppo capita spesso di sentirsi soli, troppo soli. Ma è anche vero e giusto che bisogna sentirsi diversi, unici per non perdere il filo e il senso della nostra vita a costo di momenti di solitudine.
Non so dove l'ho letto, ma mi era pèiaiuta tanto questa frase:
"Se cerchi una strada non cercare chi dice di conoscerla già, ma chi la vuole cercare con te"...

Hoo visto cosa è successo nel blog di Anna, ma sapevo che sarebbe successo: c'è sempre qualcuno che interviene là dove la gente va e c'è un pensiero scomodo. Credo che siano addestrati per questo: fanno rabbia, ma anche pena perchè davvero sono solo più "gregge" ma di lupi e non di pecore

Un abbraccio
Giulia