26 gennaio 2009

alzare la testa


Nel 1969 in Sardegna ci fu la rivolta di Pratobello. Un piccolo paese della Barbagia, un paese intero, si ribellò alle decisioni statali di trasformare in poligono militare di tiro interi territori adibiti a pascolo. Certo, erano anni caldi, l’isola era fortemente militarizzata. Nei decenni successivi alla seconda guerra mondiale, era molto forte la visione della Sardegna come portaerei del Mediterraneo, e fino al 1976 vigeva una legge fascista che dava al Ministero della Difesa pieni poteri su come e dove e quando imporre i vincoli delle servitù militari. Così i sardi (ma anche altri popoli della penisola) si videro interdette intere aeree.

La rivolta di Pratobello avvenne ad Orgosolo, un piccolo centro oggi famoso soprattutto per i murales, e proprio un’immagine affissa ai muri (fino a quel momento intonsi) fece scoppiare la scintilla. Il 27 maggio 1969 un manifesto intestato alla Brigata Trieste intimava ai pastori e ai braccianti agricoli che lavoravano nei territori di Pratobello di trasferire il bestiame altrove e di abbandonare la zona per lasciare posto all’allestimento di un “provvisorio” poligono militare di tiro. La collettività intera si oppose e costrinse l’esercito al ritiro.

La rivolta di Pratobello rappresenta una vittoria del popolo sardo contro l’occupazione militare, ma mi piace ricordarla soprattutto per la fortissima partecipazione condivisa, la coerenza e la radicalità di quell’opposizione.. Proprio come quando si afferma l’imprescindibilità di un’idea, di un principio…

Quel piglio mi piacerebbe ritrovare nel mio popolo, in questi giorni di campagna elettorale che vede il dimissionario governatore Soru del centro sinistra contro Cappellacci, il candidato del centro destra sostenuto da Berlusconi. Il Presidente del consiglio non deve avere altre priorità dettate dal suo ruolo istituzionale, per trascorre nell’isola ormai ogni fine settimana e partecipare attivamente alla campagna elettorale…Lo stesso logo del candidato Cappellacci porta il nome di Berlusconi. L’ingombrante presenza del Presidente del Consiglio nell’isola, in questo periodo, toglie ai sardi la tranquillità di decidere in santa pace chi li governerà. E’ insopportabile: Lui è sempre qua, a spese della collettività, a raccontare barzellette, a scambiare i nuraghi per degli antichi centri commerciali, e a sventolare bandiere con ancora i 4 mori bendati. Non si è mai visto in Sardegna tanto interesse da parte di un Presidente del Consiglio, non si è mai visto forse un Presidente del Consiglio che si muove tanto spesso (e sempre a spese dei cittadini) per delle elezioni regionali! Io spero vivissimamente che i sardi abbiano un sussulto di dignità, che tengano gli occhi bene aperti, che esercitino la memoria , che capiscano che l’unico giardino che la destra vuole coltivare in quest’isola è quello del Cavaliere alla Certosa e degli amici suoi, sempre pronti a sfruttare e mai a pagare. E a coprire le coste di cemento in nome di un fantomatico progresso.


Ma, ahimè, sempre in nome del progresso e del tanto abusato concetto di riscatto, il governatore Soru, ancora in carica, ha deciso di ospitare in Sardegna il prossimo G8 (di cui ho già scritto qui)


8 commenti:

giorgio ha detto...

Carissima, finalmente ti posso leggere! Spero che tu abbia risolto il problema!

Spero che a nessuno sia permesso di prendere possesso e cementificare la Sardegna più di quanto già è stato fatto.
Viva la Sardegna e i sardi!
Un abbraccione, Giorgio.

giulia ha detto...

Spero proprio che la Sardegna si salvi da quei loschi individui. Davvero sarebbe bello ritrovasse quella volgia di lottare e di indignarci che forse dovremmo ritrovare tutti,un abbraccio. Giulia

Anonimo ha detto...

Non conoscevo la rivolta di Pratobello, ma ricordo bene i murales di Orgosolo...
Sono molto curiosa di vedere come finiranno queste elezioni perché ho sentito pareri molto contrastanti sui due candidati...
un bacione
dalloway

progvolution ha detto...

Non conoscevo i fatti di Pratobello. È un avvenimento degno di nota che va a formare il puzzle della storia di una nazione che quando vuole sa opporsi al servilismo verso l’ottusità del potere.
Spero che simili esempi non rimangano legati ai soli ricordi dei tempi passati...
Sussurri obliqui

Angela ha detto...

Non c'è più opposizione ma solo guerra ideologica di bande!
La Sandegna è sotto l'occhi avido di sua Signoria ormai da tempo!
Povera patria!

Arnicamontana ha detto...

Per tutti: Purtroppo la lezione di Pratobello non è servita a tutta l’isola come esempio di non asservimento. Ancora oggi esistono in tutta Italia 50 mila ettari di territorio sacrificato alle logiche militari straniere (leggi: statunitensi). Di questi 50 mila ettari, il 70% si trova in Sardegna, perché l’isola ha un’importante collocazione (è sempre stato così!) e un clima così mite che permette ai militari di esercitarsi per molti mesi l’anno. Intanto l’uranio impoverito continua a riposare sotto le nostre acque dopo aver lasciato una scia di morti e bambini nati malformati. Lo stesso arcipelago della Maddalena ha ospitato per 35 anni la marina militare americana, con una base d’appoggio a sottomarini con testate nucleari. Soru, prima di decidere di ospitare questo vergognoso incontro tra i potenti della Terra, avrebbe dovuto aspettare che le commissioni parlamentari di inchiesta faccessero piena luce su quella che viene chiamata “la sindrome di Quirra”, l’incidenza cioè di tumori del sistema emolinfatico tra la popolazione che vive intorno al poligono.Anche per questo sono particolarmente contraria al G8 in Sardegna (come da qualunque altra parte!) e per questa ragione ho rimandato ad un altro post su questo argomento. Grazie per l’attenzione :-)
A'

marina ha detto...

ciao amica, non conoscevo l'episodio che racconti, mentre ho tanti ricordi del 1969, prova di quanto la Sardegna sia stata trascurata da tutti, anche da noi cittadini. Grazie di avercelo raccontato
io spero nei Sardi, nella loro saggezza, e nel loro amore per la loro terra, perché non cedano la loro isola a chi vuole coprirla con una palata di cemento
marina

Arnicamontana ha detto...

Marina, cara, grazie della tua speranza La prendo e la faccio lievitare :-)
Un bacio