1 ottobre 2010

signori ricchi

Durante la mia turbolenta giovinezza ho lavorato, per mantenermi agli studi, alle dipendenze di alcuni esemplari di “ricchi della costa smeralda”.

Ero giovane e piuttosto battagliera. Ma mi trovavo ad ingoiare più o meno di tutto, non solo perché l’autonomia economica era il punto d’orgoglio della mia generazione, ma soprattutto perché lavorare significava poter studiare. Non sono nata in una famiglia benestante e, dopo le scuole obbligatorie, lo studio non sarebbe stato un diritto garantito. Ingoiavo quello che la mia immensa rabbia poteva permettersi, mandavo giù umiliazioni e sbeffeggiamenti, sempre fino a un certo punto.

Così, fatte ovviamente le dovute distinzioni, ho sviluppato, e credo a ragion veduta, un’insopprimibile intolleranza verso i signori ricchi.

Una famiglia di milanesi pretendeva di istruirmi sulla flora della mia isola, e addirittura un giorno la “signora” ha affermato solennemente di fronte ai suoi ospiti che “i sardi non conoscono il basilico”, mentre lei continuava a scambiare una pianta di timo per origano.


Un giovane rampante, appartenente ad una facoltosissima famiglia romana, mi aveva chiesto se noi in Sardegna conoscevamo il gioco del calcio. Tipo Zulu, no?

Lo scudetto gloriosamente vinto dal Cagliari nel ’70 non l’aveva neanche sfiorato e, non solo per questo frangente, i miei ricordi di questi signori ricchi sono associati ad un grado di ignoranza delle cose…sconvolgente.


L’elegante (e tristissima) “signora” del Trentino pretendeva che per una cena con personaggi famosi mi trasformassi nell’immagine stereotipata della cameriera indossando grembiule e crestina in pizzo intonata…Quella volta l’ho mandata a quel paese e sono andata a dormire in spiaggia sola, infreddolita e impaurita.


Quando mia madre provava a chiamarmi, pagavo care quelle due parole scambiate col nodo alla gola della nostalgia. Trovavano sempre il modo di far scontare il minimo attimo di intimità concesso alla serva.


Spesso i signori ricchi si attardavano con gli ospiti ascoltando a manetta Julio Iglesias. Mentre io, nella mia celletta, distruttissima dal superlavoro, tentavo inutilmente di dormire.


Ho molti ricordi conservati ben bene nella mia mente, non so a far cosa, non so perché continuino ad ingombrare, ad occupare spazio che potrebbe essere occupato mille volte meglio.

Ma le umiliazioni non si cancellano, col tempo forse riesci a prenderne le distanze…

Le persone umiliate provano spesso vergogna di se stesse per lo schifo subito, come se a loro fosse imputabile la colpa.

Io provo vergogna per l’incommensurabile grettezza di chi umilia.

Ché davvero signori si nasce!

15 commenti:

progvolution ha detto...

Potrei spendere tante parole, invece ne voglio usare solo due: stima e rispetto per te.

giardigno65 ha detto...

e io modestamente lo nacqui !

guglielmo ha detto...

Ho sentito una interminabile intervista radiofonica a Gad Lerner che ricordava come tutti guai dell'Italia siano nati perché qualche intellettuale disonesto aveva messo in giro una tremenda bugia: che ci sono le classi sociali...
Ora in compenso che sempre questi sapientoni ci dicono che (per fortuna) le classi non ci sono più, tutti stiamo meglio. No ?
La ricchezza che persino lui (Gad) ha dovuto ammettere che nel giro di 25 anni è passata da u 50 e 50 (padroni - operai) ad un 70 e 30 è stata utilizzata non per accumulare risorse per produrre e no... I soldi sono finiti nella finanza e così le famiglie (non le sante delle manifestazioni per ingraziarsi il voto dei cattolici, ma quelle vere) mantengono il 25% di giovani dai 14 ai 24 anni che non lavorano e una donna su due che non lavora e ha smesso anche di cercar lavoro...

giovanna ha detto...

Nel leggerti, la cosa più giusta sarebbe stata indignarmi...ma invece ho sorriso! :-) Ho sorriso perchè pensavo alla tua determinazione, alla forza della tua intelligenza che ti ha fatto sopportare tanto per il conseguimento di un obiettivo grande... Ho sorriso perchè tanti ricchi sono talmente poveri che, se malauguratamente dovessero prenderne coscienza si butterebbero giù dal piedistallo dove si pongono..Ho sorriso perchè immancabilmente penso a come certi ( per fortuna non tutti) continentali vedono noi sardi! Ripenso sempre a quella signora che manifestò grande stupore nel constatare che parlavo l'italiano con proprietà. Rido pensando che mi credette quando ironicamente risposi che avevo imparato a leggere mentre pascolava le pecore! Però è vero...spesso dimentichiamo le cose belle che abbiamo vissuto, scordiamo un'emozione...il sapore di un bacio, ma non dimentichiamo le umiliazioni. Se queste però, sono servite a farci diventare le belle persone che siamo...non le rinnego, e le porterò sempre dentro me, che siano da monito a restare ciò che sono ANCHE SE VINCO AL SUPERENALOTTO E DIVENTO RICCA DA FAR SCHIFO :-D E poi altro che Iglesias che ti metto in filusione...MASINI E LA SUA ever green Vaff ... sarà la mia colonna sonora!
Ti abbraccio...dolcissima donna di ferro! :-)

giulia ha detto...

Hai ragione, l'umiliazione è la cosa peggiore. Bella la tua testimonianza, bellissima e sei una gran bella persona. Un abbraccio di cuore
Giulia

rom ha detto...

Hai ragione. Ragionissima.
Però.
No, però no.
Anzi, però sì, ma non nel senso di per hoc, perciò, quindi, bensì nel senso di nonostante, tuttavia, sì ma; però...
Ecco: già ti sei inalberata?
:-)

Dico.
Chiedo.
Domanda che non chiede risposta.
Ci sono ragioni, realtà, di ora, attuali, nella tua vita presente, che essa tua preziosissima nobilissima vita ingombrano così come senti che ingombrano la tua mente e il tuo cuore quei ricordi?
A parte il fiduciato, dico: realtà più vicine a te, presenti lì e ora.

rosso vermiglio ha detto...

Hai risvegliato in me ricordi non proprio piacevoli. Anni fa, ho lavorato nella stagione estiva in una località di mare frequentata da quel genere di persone grette, appunto. Poche si sono dimostrati dei veri signori nel cuore, il resto, gentaglia superciale che vive di apparenze e che la sostanza non sa nemmeno dove sta di casa. Non sono di certo i soldi a fare "ricca" una persona, ma i valori profondi: il rispetto per "l'individuo" in primis.

amatamari© ha detto...

Io non riesco a provare vergogna per la grettezza di chi umilia. Insomma se uno è stronzo, e scusami il termine, lo è e questo basta per creare una distanza tra me e lui, e se lui è il mio capo dirò che il mio capo è uno stronzo, ed appena potrò me ne andrò. Per difendermi. A volte anche con i pensieri è necessario agire così, ed anche con i ricordi. Creare una distanza, allontarli velocemente che se fanno male sono stronzi pure loro...
:-)

giorgio ha detto...

Le umiliazioni, le grandi ingiustizie patite non si dimenticano mai.
Perchè hanno fermato il tempo, lo hanno sporcato e reso assurdo.
Quel tempo non si potrà mai conciliare con il tempo "normale", quello dei rapporti umani normali.
E' come per le violenze subite.
Sono parentesi di un mondo matto di cui purtroppo siamo stati partecipi e vittime.
L'unica cosa che possiamo fare è stare dalla parte del bene e riempire il resto della nostra vita di buone cose, buoni rapporti e buone relazioni.
Il male si combatte praticando il bene.

Giorgio

Tereza ha detto...

Più che un commento vorrei scriverti delle impressioni, belle, su quel che ho appena letto.
Hai toccato un argomento che in qualche modo e per qualche verso si tende ad evitare: il racconto delle umiliazioni subite. Tu lo hai fatto senza un briciolo di retorica, diretta e ferma come saprebbe essere un'ideologica ragazza di vent'anni (ideologica è da intendersi in un senso traslato, creativo del termine, se vuoi sta per sentimentale, motivata). Lo hai fatto chiamando ogni cosa con il suo nome, persino i ricchi, categoria per la quale si preferisce usare ormai solo gli "pseudonimi".
Tutto ciò ti fa onore, fa' onore alla giovinezza del tuo cuore, ideologica appunto, non erosa dal calcolo delle convenienze stilistiche e verbali.
Grazie per questo e grazie ancora per il bel commento che hai postato da me.
P.s.:metto il tuo blog tra i miei link, non posso proprio evitare...

Arnicamontana ha detto...

Grazie. Grazie a tutti tutti per l'attenzione e per i commenti. Quelli riportati in questo post sono solo piccoli anedotti, ovviamente non ho raccontato molto altro. Ci sono ben altri tipi di umiliazione, e so bene che in ogni luogo di lavoro esistono comportamenti tesi ad umiliare l'altro.
Rom, se ho capito bene la tua domanda che non chiede risposta, ti dico che no, da allora non ho MAI PIU'permesso a nessuno di umiliarmi. Nel mio presente ho altri motivi di rabbia legata al lavoro ed essendo un mio lettore già le conosci. Qua mi premeva scaricare parte della rabbia resistente per le umiliazioni di carattere classista, ecco.

Teresa: grazie, molto onorata

La Mente Persa ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
La Mente Persa ha detto...
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La Mente Persa ha detto...

Ogni terra natia lascia nel cuore e sulla pelle segni inconfondibili e affascinanti. Questo penso dei volti onesti, di chi si è guadagnato a ogni gradino la propria crescita fisica o intellettuale.

Chi usa il bello della natura per discriminare offende l'essere umano e il piacere del socializzare.

Ho avuto poche esperienze al servizio di ricchi ma una mi colpì in modo particolare. Un signore mi parlò di lavoranti stagionali africani, quelli 'affittati' per scavare/raccogliere/seminare per tre mesi nella terra di chi ha fin troppa terra.
Diceva: 'alcuni di loro muoiono stanchi e credi che qualcuno chieda dei loro corpi?'

Non sentirti umiliata, sono loro i degradati.

Se ti capita, magari lo hai visto, ripensa al discorso sulla borghesia fatto dal Principe nel film il Gattopardo.
Su la testa, servono persone che diffondono queste idee, come hai fatto tu nel post. Grazie.
gio

Stefania ha detto...

accipicchia che nodo in gola!!!! Condivido il tuo pensiero sul fatto che signori si nasca... ed alche la passione per Erri de Luca e Frida ... ti abbraccio