9 giugno 2010

le attenzioni

La cagnetta Didì è l’animale più felice che io abbia mai incontrato (e ne ho incontrati tanti)…

In ogni momento della giornata la sua felicità è incontenibile, tanto che quando la vedo finalmente tranquilla, pacatamente distesa, non posso arrischiarmi a rivolgerle la parola (o anche solo a parlare tra me e me) perché subito salta su sprizzante di felicità e vogliosa di giochi e carezze. Come se tenesse a memoria l’abbandono subìto e non si capacitasse del diritto all’amore.

Succede a chi è stato abbandonato.

Tutta la felicità del mondo contenuta in questo esserino che ogni giorno svolge il suo compito: ricordarmi che la felicità esiste.

Certe volte mi chiedo se questo suo manifestarsi non riveli un bisogno smisurato di attenzione e, quando penso questo, il cuore si fa una monetina…

Tralascio volutamente il senso che, nel nostro tempo, ha assunto la richiesta di attenzione: tutto sembra essere finalizzato ad ottenerne il più possibile e da tutto il mondo. Non è dell’attenzione legata all’apparire che voglio parlare, ma di quel bisogno molto intimo e profondo che alberga dentro di noi. Quel richiamo di Didì.

Le attenzioni…quando sono troppe ci soffocano, ma forse da chi le vorremmo davvero non risultano mai troppe. Chissà in quanti gesti quotidiani risiede il nostro bisogno di attenzione!

Dovrebbero essere come l’aria fresca nelle sere d’estate, le attenzioni, non come l’afa che assale annientando ogni difesa. A me è capitato di eccedere in attenzioni e capirlo non è stata una bella cosa, ma ho vissuto anche il contrario e pure questo troppo da ricevere può far male.

Che sia bisogno sconfinato d’amore, o che sia colpa di grossi problemi relazionali…certo è che se nasci “troppo”, un po’ d’ingombro lo diventi per forza. Allora io non resisto a dare alla piccola Didì le attenzioni che richiede, perché il suo bisogno mi offre uno specchio.

Abbiamo tutti bisogno di attenzioni?



17 commenti:

Massimo ha detto...

un caro saluto..
bel post, e la cagnetta è simpaticissima..
certo, abbiamo bisogno di sentirci amati, abbiamo bisogno di attenzioni. Non ci sono dubbi..
ciao ciao

guglielmo ha detto...

Caspiterina !
ciao
g

Angelo azzurro ha detto...

Assolutamente si! Non so chi si possa dire contrario a questa necessità che, secondo me, è sostanzialmente affettiva.
" L'uomo non è un isola" diceva qualcuno. Niente di più vero, rispondo io. Ne consegue questo tipo di bisogno. Teniamo però conto che il troppo stroppia ( o storpia che dir si voglia), ma sono sicura che il detto non accontenta gli animali. Perciò, concedi a Didì tutte le coccole che reclama, non può che fa bene ad entrambe! Ciao

lodolite ha detto...

una bella armonia dare e ricevere attenzioni.
ciao simona

Giovanna ha detto...

Non so se abbiamo tutti bisogno di attenzioni, certo è che, occorre saperle dosare, occorre capire quando è il momento di darle, e quando invece ritirarsi in buon ordine. E' terribile essere invadenti, oppressivi quasi...e questo accade quando amiamo tanto. ma in questo caso l'oggetto del nostro amore e delle nostre attenzioni non si lamenta di sicuro! E' un bisogno che non si sazia mai! Sinceramente non so cosa sia peggio, se ricevere attenzioni non gradite o se non riceverne da chi le vuoi... Il mio bisogno credo somigli a quello di didì...è profondo...credo risalga alla mia nascita...ho come una sensazione...
Bacio!

giardigno65 ha detto...

eccome !

pino ha detto...

certo che si!!!

ereticanelcuore ha detto...

A volte (sempre?) pensiamo troppo...lasciamo che la testa si ostini a farsi interprete di un linguaggio che solo il cuore può conoscere...e così passiamo il tempo a barcamenarci tra il prendere le "giuste distanze" e il darci totalmente...cercando un equilibrio che ci vede sovente tornare a casa (=anima) con la coda tra le gambe, per restare in tema canino. L'attenzione verso qualcuno presuppone un amore molto grande e maturo, allora anche un gesto apparentemente "minimo" rivela un rispetto e un legame profondo: il fatto che tu sei realmente presente nel cuore dell'altro. Ci sono invece persone "molto presenti" nella nostra vita, ma che non hanno per noi, dentro, alcuna stanza degli ospiti. Questo lo si avverte, e fa un male "cane".

rom ha detto...

Bisogno di attenzioni?
Nel senso di gesti, atti, fatti, azioni, comportamenti, che ci risolvono un problema, o anche solo uno stato d'animo difficile, e senza che nulla abbiamo chiesto, così, gratis, per affetto partecipe, simpatia, amore...
accidenti! ben vengano!
Non averne bisogno può indicare una grande capacità di autonomia: ma un conto è non avere bisogno di "attenzioni", altro è non gradirle, non provarne piacere, non riconoscerle ed esserne grati senza perdere libertà.

Però se le attenzioni ci vengono da qualcuno che è mosso da qualche scopo ben diverso dall'affettuosa amorevole presenza, meglio che sia disattento, anzi che non ci veda proprio... Se un qualcuno è un sadico pazzo, meglio che non ci presti nessuna attenzione, no?
C'è poco da fare, per me è una realtà: a volte essere amati è una disgrazia. L'altro deve non solo amarti, ma anche saperti amare, fare istintivamente le cose giuste per te: se invece ti ama - così dice - e poi ti mette continuamente nei guai, ti leva pian piano il piacere di vivere, ti soffoca, allora era meglio prestasse attenzione a qualcun altro!

C'è un caso che a pensarlo mi son venuti i brividi...
Questo: se l'altro così dis-amante, se l'altro da cui era meglio non essere amati, se l'altro che sarebbe stato meglio avesse prestato attenzione a qualcun altro e non a noi, se l'altro è la madre, è mamma mammina mammuzza... ah! qui le cose si complicano assai assai assai assai...

Ma vengo alla domanda per la quale ho cominciato a scrivere: cosa significa "se nasci'troppo'"?

Arnicamontana ha detto...

Come dire : all you needs is love! Penso che tutti gli esseri viventi abbiano bisogno d’amore, certo: chi più chi meno. Ma le attenzioni sono una frangia dell’amore…Offrirne è, verosimilmente e contemporaneamente, chiederne.
Giovanna: sì, anche il mio bisogno somiglia a quello di Didì. Per questo non posso ignorare la sua domanda
Eretica: la tua stanza per gli ospiti nel cuore delle persone mi fa pensare a qualcosa di passaggio (non è questo un ospite?), mentre il desiderio è forse quello di viverci, stabilmente, in quella stanza, anche se piccola, anche se stretta…purché accogliente.
Rom: nascere "troppo" significa portarsi addosso questa domanda e saperla eccessiva. Io vengo spesso rimproverata, ad esempio, di amare troppo gli animali, troppo la campagna, troppo le persone, la mia casa….Noooo, l’attenzione della madre a cui ti riferisci fa venire i brividi anche a me! E’ in relazione a quella prospettiva che parli di “libertà”?

Grazie, grazie a tutti…avevo bisogno del vostro punto di vista :-)

Anonimo ha detto...

ciao A', la felicità della tua cagnolina è bellissima, vorrei avere anch'io qualcuno che mi ricordi che la felicità esiste!
Ma senti...cosa ne è stato di quei cagnolini bianchi della ferrovia di cui ci avevi raccontato in un bel post? avevi adottato anche loro?
un abbraccio da...un'amica!
^^^^^__________^^^^^

marina ha detto...

credo che sia la storia di ognuno di noi a determinare quante attenzioni siamo in grado di dare e di ricevere
tu hai tutta la sensibilità necessaria a riconoscere il bisogno di attenzione di un essere vivente
ti abbraccio, marina

Arnicamontana ha detto...

amica anonima: ti sei ricordata dei cuccioli della ferrovia! Beh...naturalmente io adotterei tutti gli animali abbandonati ma ho dovuto impormi un po' di ragionevolezza. Quei cuccioli sono andata a trovarli diverse volte, gli portavo delle crocchette e dell'acqua. Un giorno ho trovato una signora che mi ha gentilmente fatto capire che c'erano diverse persone ad occuparsi dei cagnetti (come dire: non occorre anche la sua presenza) e dopo qualche settimana non li ho più visti! Non ti dico quanto tempo sono stata a fare ipotesi sulla loro scomparsa! Spero bene comunque.

Marina: grazie di aver ritagliato un momento per me in questi tuoi giorni impegnativi...

giorgio ha detto...

Una mia amica diceva che chi ha un'attenzione per qualcun altro lo fa anche perchè ha voglia di ricevere dagli altri la stessa attenzione.
Può essere?
Un abbraccio come una coccola che faccio a te forse anche perchè ne vorrei ricevere io.
Giorgio

marina ha detto...

ripassata trovo ancora lo stesso post del 9 scorso.
Perché?
stai ancora riflettendo su questo tema? non ti arrovellare, segui il tuo istinto, gli altri seguiranno il loro
ti abbraccio, marina

Arnicamontana ha detto...

Marì...era la vita con la sua concretezza che mi stava arrovellando altro che interrogativi scemi cui di tanto in tanto mi abbandono!
;-)

giulia ha detto...

Eccome che ne abbiamo bisogno di attenzioni. Io mi sento come la tua cagnetta...
Un abbraccio