9 novembre 2013

Respiri corti



"Esiste una stanchezza dell'intelligenza astratta ed è la più terribile delle stanchezze. Non è pesante come la stanchezza del corpo, e non è inquieta come la stanchezza dell'emozione. E' un peso della consapevolezza del mondo, una impossibilità di respirare con l'anima." (Pessoa)

Questa condizione esiste eccome, e aveva ragione da vendere il Poeta, il problema resta come gestirla. Come tutte le cose invisibili, a parte dio, è difficile persuadere la “massa” della sua terribile esistenza, anche se non sanguina visibilmente, o non costringe a bende, maschere cerotti o altri “presidi medici”…Esiste.
Non lo so, forse non hanno ancora inventato delle Tecniche di respirazione con l’anima...
La meditazione distende il corpo e tuttavia non restituisce alito all’anima che si sente soffocare…forse bisogna essere più bravi.
Respirare… il primo istinto e bisogno di un essere vivente Escludendo metodi artificiali e chimici, dunque, come si restituisce respiro all’anima?

Su twitter potrei usare questi hashtag
 #domande retoriche
#interrogativi puerili
#seimessapropriomale

E così parrebbe, invece voglio solo stare vicina a chi so in questi stessi panni, a chi in questa riflessione di Pessoa si riconosce. Siamo anime in tempesta. E le tempeste passano…occorre pazientare e tenersi al riparo. La mia amica romana, Giacinta, un giorno ha buttato lì una frase che la mia memoria ha custodito per anni e anni con affetto
“nella confusione…stare fermi e accendere le luci”.


Un abbraccio alle anime in apnea e a chi passa di qui e legge e qualche volta lascia una traccia. Capisco che seguirmi in questa veste non sia facile…Anche a chi mi scrive in privato perché non “frequenta i blog”...Un abbraccio e grazie.

9 commenti:

guglielmo ha detto...

Ho provato solo una volta , durante una tempesta, a tirar su le vele e lasciarmi trascinare , ma l'esito di questa scelta non è ancora chiaro. In genere i buoni velisti sanno che quando c'è molto (troppo) vento è meglio abbassare le vele...

rosso vermiglio ha detto...

Ecco, io sono una di quelle anime che, a volte, sente il respiro corto .Lo stomaco stesso prova una terribile sensazione di gravità capovolta. Per superare quei momenti tento un contatto diretto con la natura, lontano da tutti. a volte funziona. Un caro saluto

Anonimo ha detto...

A volte manca davvero il respiro. È un'inquietudine che ti prende e occupa l'anima. Ma credo che bisogna imparare a conviverci. Un mio amico psichiatra, di quelli umani, mi ha detto che la sensibilità porta con sé questi rischi. Vuoi rinunciare ad essere sensibile? No, non è proprio possibile. ..
Un abbraccio e grazie delle tue bellissime parole
Emilia/Giulia

Giovanna ha detto...

Anime in apnea! Anime in tempesta...! la cosa più starordinaria di questo post è sentirti dire che le tempeste passano...significa che stai recuperando un po' di respiro? Significa che non sei sempre in apnea? Significa che c'è una luce? Sarebbe meraviglioso! Sai cosa voglio fare? Un poster ( che termine quasi antiquato) con la foto dell'uccellino che hai in colonna e la scritta di Pessoa che introduce il tuo post...Trovo entrambi straordinari!
Un abbraccio cara!

romeo sciommeri ha detto...

Scusa, ma, tanto per far qualcosa per rimettere un po' a posto le cose confuse, sarebbe il caso di fare attenzione a come usiamo le nostre parole, cosa che può far bene ai nostri pensieri - magari arrivare a sostituirli con un silenzio, un non pensiero, molto più idoneo alla vicinanza con il respiro di qualsiasi parola pensata o detta. Capisco, credo, quel: nella confusione, stare fermi e accendere le luci. Però la confusione non è buio, né esterno né interno. Le cose si vedono, ma sono confuse. Che dovrebbe essere diversa, come sofferenza, da quando le cose le vediamo ma non hanno consistenza reale, emotiva - non sono più quello che erano, e non sappiamo cosa stanno per diventare per noi. La confusione per la quale è meglio star fermi e accendere le luci è un'oscurità nella quale le cose non si vedono bene - è confusione, secondo te? L'intelligenza astratta sarebbe meglio spegnerla, e nell'oscurarsi della rabbia che la genera cominceremmo forse a vedere le cose. Anima e respiro furono la stessa cosa - i problemi cominciarono quando si separarono con la parola, cosa che avviene assai spesso. Non resta che tacere, allora, ad aver cura di noi, e parlare-pensare cercando di tradire meno possibile.

arnicamontana ha detto...

Guglielmo...metafora per metafora...i velisti la sanno giusta.

Rosso vermiglio: grazie del passaggio...io vivo in campagna e alla Natura spesso ricorro per rigenerarmi. Capita però che il dolore occupi tutti i sensi, così a volte diveniamo sordi e ciechi.

Emilia: hai ragione, alla sensibilità non si può porre rimedio, se ce l'hai te la porti addosso tutta la vita. Ti abbraccio e ti ringrazio

Giovanna cara...la luce appare e scompare, io provo ad impegnarmi e così ogni tanto torno anche sul blog. L'idea del poster (sì, parola desueta) è carina. Mandami la foto quando lo fai. Ciao bella

Romeo: è vero che le parole buone e giuste portano pensieri buoni e giusti. Però ti ha catturato quella frase sulla confusione, e io le avevo sempre dato una diversa accezione: nella confusione non ci si capisce, e a volte giriamo attorno ad un problema finendo per brancolare nel buio ; per questo ogni tanto è bene fermarsi e "accendere le luci" è pura metafora.

Grazie a tutte/i per l'attenzione

terry ha detto...

Oggi li ho letti sino al' una di notte cavi arnica

Giulia/Emilia ha detto...

Sì, sono qui con te. E hai ragione respirare non basta. Sono d'accordo sullo "stare fermi ed accendere le luci",ma anche nell'alternare movimenti lenti, ma alla ricerca di quel qualcosa che ci possa aiutare ad abitare questo mondo accendendo piccole, piccolissime luci che insieme ad altre possono fare la differenza. Molti sono alla ricerca di queste luci che si accendono, è per questo che anche noi dobbiamo fare lo sforzo di tenere acceso anche solo un piccolo lumino. Un abbraccio di cuore e di affetto

arnicamontana ha detto...

grazie Emilia, grazie di cuore...teniamo acceso un piccolo lumicino, sì sforziamoci per quanto possibile...un bacio