22 gennaio 2011

La buona ora

Bae in bon’ora, dicono i vecchi qui da noi quando ci salutano.

Che sia buona l’ora in cui vai via.

E’ un modo di lasciarti andare benedicendoti e, sebbene ormai avrei dovuto farci l’abitudine, mi capita ancora di rimanerne colpita.


E’ sempre una buona ora

quella che ci chiama ad alzare la testa, e ci intima di agire, di imprimere una nuova determinazione nelle piccole cose, che per quello sono le più grandi.

E’ una buona ora quella che ci fa intravvedere orizzonti possibili e ci regala il lusso dell’immaginazione. E’ l’ora giusta quella che ci fa conoscere una tregua nel dolore.

E anche quel momento preciso in cui lasciamo le zavorre, è una buona ora, quello in cui facciamo passare i brividi buoni e dissotterriamo gli abbracci nascosti.

Dalla lontananza, dalla distrazione, dalla paura…

E’ sempre una buona ora quella che ci vede prenderci cura di noi stessi.

13 commenti:

giorgio ha detto...

Preferisci che ti spinga da dietro o ti tiri prendendoti per mano?
Sto danzando un girotondo con te, amica mia, lo sai?
E ringrazio il Cielo, pensando che è assolutamente giusto così.
Grazie davvero. Sono felice.
Giorgio

guglielmo ha detto...

Alla buon'ora, Arnica -:)

nonsonozelinda ha detto...

Buona ora...per tutte le nostre ore.
NSZ

amatamari© ha detto...

Sì, ed è un saluto bellissimo...

rom ha detto...

"Che sia buona l’ora in cui vai via."
Arni, scusa, sai, scusa, ma, se rileggi, non senti che c'è un "via" non dico di troppo, no, non di troppo, ma che potrebbe anche non starci?
Sarebbe: "Che sia buona l'ora in cui vai." Non basta? A me sembra di sì, che basta. Anzi, evita qualche fraintendimento: per esempio, l'altro è abbastanza saturo della tua presenza, tiene il rapporto con te, però, intanto si dice, addirittura dice:"Che sia buona l'ora in cui vai via." Oh!, insomma! Mica tanto bello. Non dico che è proprio offensivo, ma a me farebbe venire i guantoni alle mani.
Se poi siamo noi a dirlo "Che sia buona l'ora in cui vai via", dipende a chi è rivolto: se il tu è l'altro, o se ci stiamo rivolgendo a noi stessi dandoci del tu - qui si apre un mondo, di quando siamo arrivati a parlarci dandoci del tu - a me capita spesso di farlo in mezzo al traffico, quando a un certo punto, all'ennesima piccola prepotenza, perdo le staffe, scopro che alla guida della mia vettura sono stato sotituito da un selvaggio che mi somiglia assai, allora subito mi grido come si grida ai selvaggi se no non sentono: Ehi! Tu! Calmati, capitoooo?

Qui invece uno si rivolge a se stesso per darsi sostegno, a sostenere l'ora attuale dicendosi: Che sia buona l'ora in cui vai via - ma lo sa, che sarà buona, lo sa che difficilmente andrà peggio di così.

Oppure stai tanto bene con l'altro, l'altro è uno importante per te, comunque importante, per cui ti auguri di stare bene anche in sua assenza, quando andrà via.
Lo sai che non sarà facile, quando andrà via. O quando andrai via tu.

Che sia buona l'ora in cui stai, Arni, che sia buona l'ora in cui vai. Anche se resti ferma, anche se nessuno va via.
L'ora, lei va via? Va via comunque?
Non so. Forse no. Se il tempo che passa non lo senti come una cosa esterna - lo è anche, ma se arrivi a non sentirlo come una cosa esterna, se il tempo sta in te, nel profondo di te, l'ora non passa, l'ora è sempre, perché sempre stai con te. Non vai mai via da te. Che sia buona l'ora in cui non vai più via, da te stessa, allora.

Arnicamontana ha detto...

Giorgio caro, grazie della tua danza e delle tue parole.
Mi dispiace essere così lontana da tutti voi, ma spero di tornare con nuove energie, quando sarà...sarà una buona ora.
P.S.: nel girotondo non si spinge da dietro! Attento a quello che dici ;-)

Rom....inizio dalla fine del tuo commento per ringraziarti, perché mi piace come augurio, anche se è proprio da me stessa che vorrei andar via il più delle volte.
Forse hai ragione, forse è sufficiente tradurre "che sia buona l'ora in cui vai",ma è una cosa che senti quando lasci un posto e una persona allo stesso modo, da entrambi vai via, magari momentaneamente, per qualche giorno o qualche mese, non si dice a chi va via per sempre, ma a chi ci si augura che torni.
Capito?
Vi abbraccio tutti un po' nostalgica.

giovanna ha detto...

Bae in bon'ora...quanto tempo non sentivo questo augurio-commiato!Sa di donne vestite con le gonne lunghe ( le mie nonne)...sa di infanzia lontana...sa di un mondo antico che ora ci culla con i suoi ricordi...sa di nostalgia perchè era autenticità! Torra in bon'ora Angela cara! Un abbraccio forte!

giulia ha detto...

Sono contenta di rileggerti e spero che tutto vada per il meglio. Un abbraccio forte anche da me
Giulia

luposelvatico ha detto...

Un abbraccio...nei prossimi tre giorni a Collevecchio ti penseremo, sai? come se fossi con noi!

Stefania ha detto...

Un post da brivido . Molto toccante , grazie. E non solo perchè la terra del BAI IN BON'ORA è anche la mia ... è un augurio che richiama , è vero. Indirizza.... un abbraccio

Lara ha detto...

Quando torni?
Lara

desaparecida ha detto...

Sai,amica di scoglio,leggendoti spesso provo questo:

"E’ una buona ora quella che ci fa intravvedere orizzonti possibili e ci regala il lusso dell’immaginazione."
Grazie,un bacio.

Stefania ha detto...

rileggo ... riconosco , di nuovo emozione , splendido grazie ;-) un abbraccio