8 dicembre 2010

coraggio

Di quei giorni di nuvole nere e di pioggia incessante conservo immagini di mani che si stringono, di coraggio che passa tra corpi che si toccano, sguardi che cercano speranza…

Corridoi d’ospedale, ansie e paure che si scontrano di fretta su e giù per le scale, perché gli ascensori sono sempre stracarichi e richiedono attese che non coincidono con l’umore. Qualche volta i bisogni degli altri bussano alle menti distratte, qualche volta richiamano sorrisi e altre volte costringono a distogliere lo sguardo.

La pioggia continua a cadere, a parlare di abbondanza, di cose che non restano mai uguali, di prospettive che cambiano e di quanto coraggio ci vuole certe volte a stare in piedi.

A me sembra che quando è così, tanta e impetuosa, la pioggia alimenti il senso di solitudine, il bisogno di un riparo sicuro e solido che duri per sempre, bisogno di continuità o di assoluto…

Troppa pioggia bagna troppo a fondo…

Quando cessa, anche solo per poco, gli uccellini accorrono a bagnarsi tra le ramaglie grondanti. Si producono in canti che sembrano inni di ringraziamento e che si imbattono nel mio brontolio stanco.

“Non sono del mio solito gioviale umore!” urlo ai volatili per esprimere la mia dissociazione da quella felicità. Ci saranno altri momenti in cui potremo condividere questa gioia, prometto più a me stessa.

Ci sono, arrivano sempre i momenti lineari, quelli che mettono a posto tutto, o quasi. E alla gioia, come al dolore, è meglio non sottrarsi.

Intanto la pioggia, impietosa e impetuosa, continua a cadere e io mi perdo ad osservare le gocce che scendono libere e quelle che rimbalzano.

Penso che ognuno di noi abbia a disposizione alla nascita una certa dose di coraggio, forse abbiamo tutti la riserva necessaria. Quando ci facciamo coraggio o vogliamo trasmetterlo agli altri, è alla nostra piccola provvista che attingiamo. E penso che non si rimanga mai senza, che quando ne togli un po’ poi la riserva venga rimpinguata da altro coraggio, che entra ed esce e circola come l’aria e che, come l’aria, diventa indispensabile.

11 commenti:

progvolution ha detto...

Ci vuole coraggio a essere deboli ma ci vuole anche tanta forza per essere deboli, quella forza che gli altri raramente riconosceranno. Bisogna essere tanto forti da sapere che la pioggia è necessaria ma, prima o poi, cessa. Bentornata

Lara ha detto...

Certamente abbiamo una risorsa di coraggio, un coraggio che ci accompagna come il respiro.
Spesso siamo costretti ad attingerne di più dalla nostra riserva "normale".
Ma ne rimane sempre ancora, e la pioggia, e tutto il resto che fa male, passa in qualche modo.
Ti lascio qui la mia gioia per il tuo ritorno e tutto il mio affetto, cara Arnica.
Lara

desa ha detto...

Dolce e forte arnica,ti abbraccio come posso...in modo forte e lieve dal mio scoglio.

Angelo azzurro ha detto...

Vorrei avere parole adatte per rafforzare quel coraggio che ora più che mai ti è indispensabile, ma non ne ho... ti lascio solo un abbraccio. Forte, forte

giorgio ha detto...

Coraggio!

Giorgio

rom ha detto...

Ciao Arnica.
Ma quella foto... vorrei proprio sapere come fa quel gatto a trovarsi lì. Quelli, che, sono cani addestrati a non attaccare i gatti? E il gatto ce l'hanno messo per vedere se l'addestramento ha funzionato? Anche il gatto, allora, è addestrato?
I cani lo guardano.
Sono stupiti di tanto coraggio?
Una pioggia di sguardi di cane su un povero gatto.
O una gatta?
Una gatta. Solo una gatta può essere così coraggiosa. Se fosse un gatto sarebbe diverso. Solo se i cani fossero tutte cane, allora sì, potrebbe anche essere un gatto.
Uno ci si trova, e fa ciò che va fatto.

Tereza ha detto...

Cara Arnica, lascia che il coraggio ti prenda, non fargli troppe domande
un abbraccio

Arnicamontana ha detto...

grazie a tutti, grazie del vostro affetto...
il coraggio viaggia e molto spesso arriva. Vi abbraccio riconoscente da una giornata di sole

amatamari© ha detto...

La forza della vita non teme la pioggia: sa dell'attesa di un nuovo giorno.
Il mio abbraccio sincero, cara Arnica.

Giovanna ha detto...

Cara Arnica...ci sei! Il mio pensiero corre a te tytti i giorni sai? Non so se abbiamo una riserva di coraggio.A volte nelle mie preghiere o pseudo tali invoco di darmene tanto, perchè tanto ne occorre in questa vita. Non ho mai saputo dove andare ad attingerlo...perchè altrimenti sarebbe stato comodo compiere l'operazione di rifornimento come facciamo per le nostre auto quando siamo a secco di carburante. Il coraggio è dentro noi..e spesso non sappiamo neanche di averlo...ma sono le circostanze a fare emergere la nostra forza o debolezza. Certo è, che anche questo è un esercizio al quale bisogna applicarsi per evitare di finire senza...di perderlo! La pioggia incessante è talvolta come il dolore...ce n'è troppa/o.Come la terra non fa in tempo ad assorbirla, altrettanto noi, non riusciamo ad elaborare i dolori...a tirar fuori il coraggio che occorre!Anche tu come tanti di noi, avrai notato come è proprio chi dobbiamo consolare e incoraggiare che tira fuori un coraggio da leone e lo infonde a noi che spesso assistiamo impotenti e devastati. La pioggia a volte la si invoca quando il terreno è secco e tutto muore...ora abbiamo bisogno di sole...che asciughi un pò la terra ed il dolore...e permetta ai contadini di arare e piantare per vedere rinascere la vita in primavera. Cerchiamo sempre dentro noi, perchè è sempre là che troviamo risorse insospettate...perchè la vita non si attraversa solo con le gambe e i piedi...ma con la testa e il cuore soprattutto!
Un abbraccio da farti male...e tanto bene!

Stefania ha detto...

coraggio ... per tuti ... perchè il coraggio ci guidi ad aggredire la vita ... un abbraccio